Omicidio

I pranzi e il tempo libero insieme, la passione li divide. Brucia vivo il clochard: le indagini

Clochard bruciato vivo a Palermo, l'assassino confessa Pecoraro
12 mar 2017 - 12:44

PALERMO - Mangiavano insieme e passavano i momenti liberi in mensa. Ma la donna, la passione, li ha separati. Non si può parlare di amicizia, forse, ma l’empatia tra i due, accomunati dalle difficoltà della vota, li aveva legati.

Potrebbe essere quello della gelosia, il movente che ha portato Giuseppe Pecoraro, 45 anni, a bruciare vivo l’amico clochard Marcello Cimino pure 45enne.

È questo l’ultimo tassello che si aggiunge alla ricostruzione, ancora non definitiva, di una storia davvero agghiacciante che ha indignato un’intera nazione. Intorno alla mezzanotte tra venerdì e sabato, infatti, Pecoraro, che lavora in un rifornimento di benzina a pochi metri dal Refettorio dei cappuccini, ha preso del carburante e poi cosparso l’amico coetaneo e poi gli ha dato fuoco mentre dormiva. 

Proprio nelle ultime ore è venuta fuori non solo la confessione, ma anche il motivo di un gesto così violento. Pare infatti che l’astio di Pecoraro nei confronti di Cimino sia stato covato per un po’ di tempo.

I due, entrambi 45, condividevano la stessa condizione di mariti separati e soli che spesso trascorrevano del tempo insieme e mangiavano uno di fianco all’altro alla mensa. Quello che emerge dalla ricostruzione degli investigatori è che Pecoraro, che da poco si era legato ad una donna, non riuscisse ad accettare le attenzioni che “l’amico” Cimino le rivolgesse.

Proprio per questa ragione due sera fa, Pecoraro avrebbe raggiunto Cimino mentre dormiva sotto il portico della missione San Francesco dei frati cappuccini, a Palermo, e l’avrebbe ammazzato con la scena senza contare della ripresa dalle telecamere di video sorveglianza.

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Redazione NewSicilia



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