Mafia

I microfoni di RadioUno domani al mercato ortofrutticolo di Vittoria

maxresdefault (1)
21 feb 2017 - 16:56

VITTORIA - Domattina Giorgio Zanchini, conduttore di “Radioanch’io”, sarà a Vittoria per la trasmissione in diretta del suo programma che si terrà sul primo canale della Radio di Stato. Il tema dell’appuntamento radiofonico sarà “l’attacco della mafia sferrato ieri l’altro al mercato ortofrutticolo ibleo, il più grande centro di distribuzione di prodotti agricoli e primizie serricole del Mediterraneo“.

Il conduttore di Radiorai si mobilita per un fatto di cronaca che apre le porte ad un dramma sociale, a dir poco, impressionante, ma addirittura sconvolgente per l’intera realtà agricola ed economica siciliana. L’accaduto dell’altro giorno è stato anche oggetto di una riunione della Commissione per l’Ordine e la Sicurezza del territorio, tenuta dal prefetto di Ragusa, Carmela Librizzi, la quale fra l’altro ha dichiarato che emerge la necessità di un maggiore impegno della società civile e delle componenti imprenditoriali e agricole che sono presenti nel territorio al fine di aiutare le Forze dell’Ordine a contrastare i gruppi criminali.

Chiaramente, l’attacco sferrato dalla mafia al mercato ortofrutticolo, dando a fuoco ai mezzi di trasporto parcheggiati e con un finale agghiacciante, per la presenza di un autista dentro uno dei tir, che per poco non finiva carbonizzato anche lui, dovrebbe fare aprire gli occhi su un panorama di criminalità occulto e non ristretto e mirato soltanto all’ impresa di autotrasporto del vittoriese Giuseppe Biundo. Qui si tratta di un sistema di gestione di parassitismo, da parte della criminalità mafiosa, che tesse la sua tela nel territorio in modo silente e ogni qualvolta lo ritiene opportuno fa sentire la sua voce e come a voler dire: “Qui sono io che comando! E si fa tutto come dico io, quando lo dico io e se lo dico io!”.

In altri termini la delinquenza che gestisce il territorio, con il suddetto attacco sferrato, ha voluto dire “Qui lo Stato sono io”.

Adesso ci poniamo una domanda: Ma dov’è il vero Stato in Sicilia. Vedere a spasso il presidente Crocetta per le vie di Vittoria basta a far cambiare qualcosa? Manifestare la sua solidarietà aiuta a qualcosa di utile per reprimere questi disgustosi e ripugnanti attacchi di violenza, o a coprire i danni pari a 500 mila euro dei camion bruciati e di personale lavorativo mandato a casa dall’impresa?

Per non perdere le speranze in tutta l’Isola, c’è bisogno di adottare un piano di interventi, da parte delle Istituzioni, serio, mirato e determinato ad estirpare questa piaga atavica. Qui c’è bisogno di Reparti speciali delle Forze armate italiane (e chi lo dice è uno che se ne intende, statene certi!) addestrati al controllo di città intere, come quelli che inviamo nelle missioni all’estero, e statene certi che anche Matteo Messina Denaro andrebbero a scovarlo in tempi brevi, e non continuare a parlare di pericolose latitanze destinate a durare trent’anni!

Giuseppe Firrincieli

Commenti

commenti

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA