Solidarietà

I braccialetti di “Operazione sorrisi”: l’iniziativa di una ragazza catanese

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24 feb 2016 - 06:49

CATANIA -Spesso pensiamo che le malattie siano qualcosa di molto lontano da noi e tendiamo a non considerarle, ma quando poi colpiscono te o chi ti è vicino tutto cambia“. Sono parole molto reali e mature quelle pronunciate da Rita Scionti, una giovane catanese che da qualche tempo a questa parte si sta rendendo protagonista di un’iniziativa solidale sempre più sposata dai cittadini etnei. Cominciata come per gioco, “Operazione sorrisi” (questo il nome del progetto) si pone l’obiettivo di donare ai bambini tutto ciò che desiderano per aiutarli ad affrontare la loro degenza nel reparto di oncologia pediatrica del Policlinico di Catania , attraverso la vendita di braccialetti di corda del prezzo di soli due euro.

Ma come nasce l’idea di Operazione sorrisi?

Lo scorso settembre diagnosticano un tumore metastatico al polmone a mio padre che a gennaio comincia le prime sedute di chemioterapia. La notizia della malattia di mio padre mi sconvolge. Comincio a quel punto a dedicare ogni secondo delle mie giornate allo studio approfondito della materia oncologica, leggendo libri specifici e guardando anche programmi medici in televisione. Alla vigilia di Sant’Agata, guardando un film, scopro per caso che il 4 febbraio è la giornata mondiale contro il cancro. Decido di cercare allora maggiori informazioni su internet quando ad un certo punto mi imbatto in un’iniziativa attiva negli Stati Uniti in cui vendono dei braccialetti per raccogliere fondi per la ricerca. Da lì nasce l’idea di fare lo stesso qui a Catania“. 

Rita non crede affatto che la sua idea possa diventare realtà, ma dopo averla esposta alle sue amiche cambia idea. Sì, perché poche ore dopo, è proprio la madre di una sua cara amica a realizzare i primi braccialetti di corda. A quel punto partono i primi messaggi ai conoscenti più stretti che si approcciano per la prima volta all’iniziativa. E il risultato è sbalorditivo.

Dopo i primi messaggi è partita una catena che mai mi sarei aspettata. Un successo immediato con tantissimi ordini seguiti da grande sponsorizzazione sui social network. L’iniziativa è diventata subito virale. Rendendomi conto della potenza della macchina che si era attivata, cerco un contatto con il Policlinico di Catania, per capire cosa potesse servire alla struttura, in particolare al reparto di oncologia pediatrica, e se fossero pronti a sposare il nostro progetto. Trovo grande disponibilità e non solo dagli enti sanitari. In pochissimo tempo vengo contattata da scuole, associazioni, università . In quel momento mi sono resa conto che avevamo creato qualcosa di davvero straordinario di cui sono molto orgogliosa“.

Ma Rita, studentessa di Psicologia all’Università di Catania, non vuole fermarsi qui. L’intento è quello di mettere in piedi una vera e propria associazione no profit che attivi ancora maggiormente la locomotiva solidale del capoluogo etneo.

Sono soddisfatta del lavoro finora portato avanti anche se siamo solo all’inizio. Non mi aspettavo una risposta così importante da parte della nostra città e della sua comunità cui va un grande ringraziamento. La mia gratitudine va, però, soprattutto alle mie amiche Alessia Affronto, Daria D’Addio, Vittoria Floresta, Claudia Botto, Laura Battaglia e Valentina Troina, oltre agli amici Giovanni Troina, Gianluca Scionti e Giovanni Abbate. Come avrete potuto notare ho sempre utilizzato i termini “noi” e “nostra”, poiché questo progetto nasce da una mia idea, ma che non avrei mai realizzato senza il loro ausilio e il loro stimolo“. 

Una storia di solidarietà che parte da una giovane catanese che speriamo faccia da apripista a nuove e numerose iniziative che vadano nella stessa direzione, perché come disse Manzoni “si dovrebbe pensare più a far bene che a stare bene: così si finirebbe anche per stare meglio“…

Santi Liggieri



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