Polizia

Hot spot per migranti al Cara di Mineo: protesta del Siap

polizia di stato
8 giu 2016 - 18:34

CATANIA – La probabile realizzazione di un hot spot per i migranti al Cara di Mineo, a ben 50 km di distanza dal porto della città etnea, desta non poche preoccupazioni.

Si chiede più sicurezza in questo territorio, si invocano sempre più risorse, ma le tante parole poi vengono smentite dai fatti“.

Esordisce così Tommaso Vendemmia, segretario Siap, che, amareggiato, ricorda le dichiarazioni del questore di Catania in merito al bisogno urgente per la città di uomini e mezzi, dichiarazioni che il Viminale sembra non aver tenuto in considerazione: Il Viminale non la pensa allo stesso modo e non assegna nessun rinforzo a Catania, e nel dedicarci qualche pensiero, pare ci voglia donare un hot spot per i migranti, un messaggio chiaro per cittadini e poliziotti: ‘preparatevi per un estate all’insegna delle vacanze’.

Si teme difatti che la struttura per identificare, registrare, fotosegnalare e raccogliere le impronte digitali dei migranti, data la lontananza dal porto di Catania, creerà enormi problemi di organizzazione per la polizia di stato etnea.

E non è tutto, poiché l’hot spot sarebbe competenza del commissariato di Caltagirone, che com’è ormai noto, è crollato.

Il prezzo da pagare sarà salato - afferma il segretario Siap - ci chiediamo: ma non è possibile fare cose normali in questa città e realizzare un hot spot vicino al porto come in tutti gli altri siti italiani? Considerato che per spostare 25 stranieri occorrono un pullman e 10 uomini di scorta, immaginiamo cosa significherebbe il trasferimento per accogliere, identificare e assistere 800 profughi appena sbarcati sui pullman e trasferirli a 50 chilometri di distanza“.

Perché tenere vuoti la struttura dinanzi al porto o l’ex mercato ortofrutticolo di San Giuseppe la Rena? Sono domande che sembrano cadere nel vuoto, ma che in molti continuano a porsi.

“Si è passati dagli hot spot a mare, annunciati dal ministro Alfano a Catania, a una struttura posta in aperta campagna!” ribadisce incredulo Vendemmia.

Per questo motivo il Siap, seriamente preoccupato per una tale scelta, ha inviato una lettera di protesta al dipartimento della pubblica sicurezza e al questore.

In pochi mesi il Cara di Mineo si è ripopolato di oltre 4.000 ospiti. Con l’hot spot avrà sicuramente ulteriore carico di persone”.

E più persone da gestire significa una maggiore richiesta di poliziotti catanesi, che dalla città si sposteranno in “aperta campagna“. Da lì, come è ovvio che sia, controllare il territorio etneo, sempre più soggetto a criticità di ogni genere, sarà impresa ardua, per non dire impossibile.

Daniela Torrisi



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