Operazione

Guardia di Finanza sequestra 2,5 milioni di euro a società catanese

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7 lug 2016 - 08:06

CATANIA - La loro società è fallita nel 2008, ma hanno continuato a non pagare le tasse allo Stato fino al 2015, raggiungendo un debito di 40 milioni di euro e adesso sono ai domiciliari.

Parliamo di Catia Maria Caruso, Biagio Caruso e Giuseppe Guglielmino. I primi due sono i formali amministratori della “Geo Ambiente S.r.l”, l’ultimo l’amministratore di fatto.

I tre – marito, moglie e nipote – erano riusciti a mettere su una vera e propria messa in scena sulle carte pur di non dichiarare le reali condizioni dell’azienda in modo da evitare una regolare ricostruzione del patrimonio e degli affari loschi della società. 

A spiegare il modus operandi ci pensa Carmelo Zuccaro, procuratore capo della Repubblica di Catania:

Ma le carte parlano chiaro o per meglio dire alcune non possono parlare visto che non esistono. Dalla scrittura contabile, infatti, mancano 264 fatture per acquisti vari e gli inquirenti non sono ancora riusciti a capire, per esempio, come i tre siano riusciti a spendere 3 milioni di euro che formalmente risultano essere usciti dalle casse dell’azienda.

Per risalire a ciò le indagini della procura della Repubblica, in collaborazione con la guardia di finanza di Catania, sono iniziate lo scorso luglio così come spiega il procuratore capo Carmelo Zuccaro.

A passare i guai è anche il commercialista Santo Ranno, l’attestatore dell’azienda da cui sono state certificate le false dichiarazioni.

In sostanza dal 2007-2008 è possibile per legge nominare un attestatore con il requisito di totale estraneità e indipendenza dall’imprenditore, ma nel caso specifico Ranno è sembrato interessato ad aiutare gli imprenditori al loro illegale arricchimento.

Rossana Nicolosi



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