Intervento

Guardia Costiera, liberati due siriani sequestrati: arrestato membro dell’equipaggio

Guardia Costiera
16 set 2016 - 18:21

CATANIA - Una complessa operazione di Polizia quella attuata dalla Guardia Costiera di Catania, che ha portato alla liberazione di due cittadini siriani, di origine palestinese, rimasti sequestrati a bordo della nave mercantile “ETAB”, battente bandiera delle Isole Comore in navigazione dalla Spagna al Libano, a seguito di un passaggio come clandestini finito male.

Le vittime sono due rifugiati siriani, che si erano imbarcati dal Libano per raggiungere le coste spagnole, pagando la somma di 5 mila dollari ad un membro dell’equipaggio per passare: quest’ultimo avrebbe organizzato il tutto all’insaputa del comandante della nave dedita al trasporto di bestiame vivo. Durante il viaggio di andata qualcosa però non è andato per il giusto verso ed è stata negata ai due “clandestini” la possibilità di sbarcare nel porto di arrivo in Spagna, Terragona, dove sono stati immobilizzati e rinchiusi in un locale della nave.

Grazie ad un cellulare, i due hanno però potuto chiedere aiuto all’esterno, denunciando il loro stato di sequestro a fini di estorsione. La denuncia è pervenuta, tramite canali istituzionali, al comando generale della Capitaneria di Porto che ha allertato la sala operativa della Direzione Marittima di Catania al fine di bloccare la nave al momento del suo transito nelle acque territoriali italiane. In coordinamento con la Procura della Repubblica di Siracusa, la nave, con a bordo le due persone sequestrate, è transitata alle prime ore del mattino di ieri al largo di Portopalo. Lì è scattata l’operazione di liberazione dei due cittadini siriani, ad opera di un boarding team composto da militari della Guardia Costiera in servizio sulle unità navali CP 941 “U.Diciotti”, CP 271 e CP 325 .

I militari, su un’unità speciale di abbordaggio, hanno bloccato la nave mercantile e, unitamente alla squadra di polizia giudiziaria della Procura di Siracusa, hanno provveduto ad identificare e trarre in arresto il marittimo responsabile dell’imbarco dei due rifugiati che sono stati quindi liberati.

Guardia Costiera (1)

Redazione NewSicilia



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