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“Grande passo 3″: dura spallata alla mafia corleonese, in manette boss e gregari. IL VIDEO

corlene
20 nov 2015 - 07:02

CORLEONE - Dopo anni di accurate e minuziose indagini, questa mattina i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Monreale e della Compagnia di Corleone, hanno eseguito l’operazione antimafia “Grande Passo 3″ che ha portato all’esecuzione di sei fermi nei confronti di altrettanti boss e gregari, indagati per il reato di associazione per delinquere di stampo mafioso, danneggiamento e illecita detenzione di armi da fuoco.

Le attività investigative portate avanti dalla Dda di Palermo e denominate “Grande Passo” e “Grande Passo 2″, condotte tra il settembre 2014 ed il gennaio del 2015, avevano colpito diversi esponenti delle famiglie mafiose di Corleone e Palazzo Adriano e hanno permesso di individuare il capo mandamento in Rosario Lo Bue, fratello di Calogero già condannato per il favoreggiamento di Bernardo Provenzano. Da quel momento è partita anche una attività di ricostruzione dell’intero clan mafioso di Corleone ed in particolare delle famiglie operanti sul territorio dell’Alto Belice dei Comuni di Chiusa Sclafani e Contessa Entellina.

Nel corso delle indagini è emersa l’importanza della figura di Lo Bue, capo assolutamente carismatico e fautore di una linea d’azione prudente, continuando così nella linea di comando lasciatagli da Bernardo Provenzano. Proprio questo suo modo di condurre le attività del mandamento ha creato non poche fibrillazioni in seno alla famiglia mafiosa di Corleone.

In particolare, Antonino Di Marco, arrestato nel settembre 2014, da sempre ritenuto vicino alle posizioni tenute dall’altro storico boss corleonese Totò Riina, in più occasioni aveva modo di lamentarsi del modo con il quale Lo Bue gestisse gli affari dell’organizzazione. È emerso dunque come all’interno del mandamento fossero presenti tutt’oggi due fazioni contrapposte, l’una moderata storicamente patrocinata da Bernardo Provenzano e l’altra più oltranzista fedele a Totò Riina.

È emerso, inoltre, l’interesse di alcuni imprenditori romani del settore caseario, non identificati, alla raccolta del latte della zona dell’Alto Belice, da convogliare presso un impianto in contrada Noce di proprietà del Comune di Corleone per il successivo trasporto a Roma e l’immissione nella grande distribuzione. Gli imprenditori capitolini si affidavano ad un altro imprenditore agricolo trapanese, Giovanni Impiccichè.

Per favorire il gruppo di imprenditori romani, Impiccichè si rivolgeva a Pietro Campo, già condannato per associazione mafiosa, ritenuto esponente di vertice della famiglia mafiosa di Santa Margherita Belice, il quale a sua volta si avvaleva sul territorio di interesse di Vincenzo Pellitteri, reggente della famiglia mafiosa di Chiusa Sclafani, per la realizzazione del progetto.

Pellitteri avrebbe organizzato un sopralluogo il 3 settembre 2014 in cui sarebbero stati presenti Leoluchina Savona, sindaco di Corleone, con il fratello Giovanni, Giovanni Impiccichè e Sebastiano Tosto, responsabile dell’area palermitana del comitato esecutivo del Distretto lattiero-caseario regionale, fratello di Salvatore Tosto, già condannato per associazione mafiosa in quanto ritenuto vicino a Totò Riina.

Per problemi non ancora molto chiari l’incontro non sarebbe avvenuto ma ciò non smentisce il forte potere territoriale e ambientale che gli esponenti dei clan corleonesi detenevano ed esercitavano.

 Di seguito i dati dei sei uomini arrestati nell’operazione “Grande passo 3″:

- Salvatore Rosario Lo Bue, 62 anni nato a Corleone (Pa), pregiudicato e capo del mandamento di Corleone. 

- Vincenzo Pellettieri, 63 anni, nato a Chiusa Sclafani (Pa), precedenti di polizia e capo della famiglia mafiosa di Chiusa Sclafani.

- Roberto Pellettieri, 25 anni, nato a Chiusa Sclafani (Pa), incensurato e figlio di Vincenzo.

- Salvatore Pellettieri, 23 anni, nato a Palazzo Adriano (Pa), precedenti di polizia e figlio di Vincenzo.

- Salvatore Pellettieri, 39 anni, nato a Corleone (Pa), precedenti di polizia e nipote di Vincenzo.

- Pietro Pollichino, 74 anni, nato a Chiusa Scalfani (Pa), precedenti di polizia e referente territoriale di Contessa Entellina.

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Santi Liggieri



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