Inchiesta

“Giustizia per mio marito”, l’appello della moglie di Salvatore La Fata

risorgimento
La povera bancarella di Salvatore La Fata
1 ott 2014 - 12:19

CATANIA - Morire per disperazione. Morire per il sequestro di una cassetta di frutta. Succede a Catania. La morte di Salvatore La Fata, a 56 anni, avvenuta ieri fa emergere inquietanti dettagli sui fatti accaduti lo scorso 19 settembre a piazza Risorgimento.

L’operaio disoccupato, deceduto per i postumi delle ustioni che hanno interessato il 60% del corpo, cercava di sbarcare il lunario vendendo frutta e verdura con una rudimentale bancarella senza autorizzazione.

Gli attimi convulsi che hanno portato La Fata, dopo la multa elevata dai vigili urbani, a cospargersi di benzina e darsi fuoco sono al vaglio della Procura dopo la denuncia esposto per istigazione al suicidio presentata dall’avvocato Francesco Marchese, ovviamente prima della morte dell’uomo.

Adesso è stata presentata una seconda denuncia per omicidio colposo. Secondo il legale della famiglia La Fata vi sono dei punti oscuri da chiarire. Perché i vigili urbani – così vicini a La Fata – non hanno tentato di bloccare l’uomo?

Vi sarebbe una testimone che ha assistito alla scena pronta a testimoniare davanti ai magistrati. Secondo la sua versione i vigili urbani avrebbero preso sottogamba le minacce di La Fata di darsi fuoco e avrebbero invitato l’operaio a spostarsi se avesse avuto l’intenzione di cospargersi di benzina.

Ancora la testimonianza non è stata acquisita. La procura si è mossa solo dopo la denuncia della famiglia. La moglie di La Fata, la signora Alfia Poli, chiede giustizia.

“Adesso chi ha visto parli - ha dichiarato la signora Poli – anche per impedire che tutto questo possa ripetersi. C’è già una testimone, ma io so che quella mattina tanta gente ha visto e sentito e mi rivolgo a loro. C’era tutto il tempo per impedire a mio marito di darsi fuoco”.

Ci sarebbero – inoltre – altre testimonianze anonime che ricalcherebbero la stessa linea della versione secondo la quale ci sarebbe stata una sottovalutazione delle intenzioni di La Fata.

Ancora non si conosce la data dei funerali perché l’avvocato Marchese ha chiesto che venga effettuata l’autopsia sul corpo dell’uomo.

Commenti

commenti

Andrea Sessa



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli Correlati

Lascia un Commento