La storia

Giulia: “Felice di essere una ragazza madre. E non ho paura del futuro”

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12 gen 2017 - 06:31

CATANIA – “Voglio garantire un futuro meritevole a mio figlio”. Queste le parole di Giulia, una ragazza madre che dopo un mese dalla nascita del proprio bambino ha deciso di raccontarci la sua storia.

Quando ho scoperto di essere incinta non sapevo esattamente che emozioni provassi. Piangevo per la paura della situazione più grande di me ma allo stesso tempo ero felicissima perché una creatura piccolissima, sangue del mio sangue, sarebbe cresciuta nove mesi dentro di me”.

Una ragazza di soli 16 anni si trova davanti a un vicolo cieco e di fronte agli ostacoli non si arrende e decide di andare avanti per la sua strada.

Il padre del bambino e la sua famiglia appresa la notizia volevano che abortissi ma io ero ferma sulla decisione di tenerlo, consapevole del fatto che non sarebbe stato per nulla facile e che ciò avrebbe aumentato le mie responsabilità ma non avrei mai tolto la vita a una creatura che era diventata parte di me”.

Purtroppo Giulia ha dovuto prendersi tutte le responsabilità e l’unico sostegno lo ha ricevuto dalla madre che le è rimasta accanto nel momento cruciale della vita della figlia.

Il mio fidanzato, ormai ex, ha deciso di allontanarsi da subito, dopo una storia durata 4 anni. Forse gli piaceva giocare dicendo che avremmo affittato la casa e cose del genere, ma al momento del bisogno se ne è andato. Per lui eravamo solo un peso, questo bambino non lo voleva neanche vedere e ancora adesso non lo ritiene suo figlio”.

Io ho solo mia madre, che mi è stata vicina e mi ha aiutato in tutto. È stata un’amica più che una madre che mi ha sempre aiutato quando mi ha vista crollare.

Giulia racconta che a scuola i suoi compagni e i professori le sono stati vicini, andandola a trovare in ospedale e a casa. Ciò che l’ha colpita ed ha apprezzato è che “vedendo una ragazzina col pancione non mi abbiano giudicato”.

I sogni di Giulia saranno cambiati? Le sue giornate sono diventate ingestibili? Forse tutto ciò è troppo per una ragazzina ma quel che ci ha detto annulla ogni preoccupazione.

Il bambino quando sono a scuola lo tiene mia mamma. Continuerò gli studi perché voglio essere io in prima persona a dare un futuro meritevole al mio bimbo e non dipendere da mia madreI miei sogni non sono cambiati, però, se prima c’ero solo io adesso la felicità di mio figlio viene prima di tutto, compresa me stessa”.

Il mio messaggio alle ragazze che come me stanno attraversando questo difficile momento è questo: Non abbattetevi. Sarà difficile ma guardare negli occhi vostro figlio sarà la gioia più grande“.

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Roberta Rapisarda



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