Intervista

Giuffrida (Job Creation): “Regole uguali per tutti: è stata scavalcata una sentenza”

foto Giuffrida
14 dic 2015 - 12:56

CATANIA - La Job Creation, con una campagna di affissioni, chiede giustizia e il rispetto della sentenza del Cga in merito alla negoziazione che aveva avviato il Comune con alcune imprese riguardo una sorta di sanatoria degli impianti pubblicitari abusivi.

Maurizio Giuffrida - uno dei titolari dell’azienda – sta conducendo una dura battaglia con il suo socio Angelo Caruso, del Tavolo per le Imprese, per vedere riconosciuto un mercato libero chiedendo un riordino radicale del settore.

- Da cosa parte la vostra campagna avviata quest’oggi?

“Parte dal fatto che ci sono 176 impianti pubblicitari ripristinati da una sentenza che, di fatto, li aveva considerati abusivi. Il tutto fatto dopo una nota del Comune che permette il loro riutilizzo”.

- Una nota che – come avete denunciato – sembrerebbe scavalcare la sentenza del Cga…

“Sì perché quando abbiamo chiesto spiegazioni ci è stato detto che questi impianti in questione non rientravano tra quelli considerati dalla sentenza. Ma il Cga, invece, ha annullato tutti i provvedimenti precedenti e le negoziazioni. Serve un nuovo piano per l’impiantistica e un nuovo regolamento per la pubblicità e non si può aspettare oltre”.

- Avete lamentato, a causa di questa vicenda che si protrae da anni e finita anche nelle aule giudiziarie, parecchi problemi e un danno per la vostra azienda. Come uscirne?

“Noi non vogliamo favoritismi o scavalcare nessuno ma soltanto una parità di trattamento e il rispetto della legge. Quando parliamo di legalità ci riferiamo a questo. Abbiamo presentato le istanze per ottenere la disponibilità dei vari siti dove sono allocati gli impianti da anni e non abbiamo mai ricevuto risposte. Mentre chi ha avuto impianti abusivi continua a operare. Ciò ci ha causato perdite economiche con licenziamenti e difficoltà estreme”.

- Cosa chiedete adesso?

“La sentenza del Cga dice che il Comune non può prendere provvedimenti del genere scavalcando la legge. Vogliamo giustizia e una regolamentazione del settore, non si può perdere altro tempo anche perché i tempi per l’approvazione di un nuovo regolamento potrebbero essere lunghi”.

- Che mercato è quello della cartellonistica? Qualcuno l’ha definito un oligopolio…

“I numeri dicono che è un mercato molto chiuso. Ci sono anche altre aziende nel settore che vorrebbero entrare ma è molto difficile. Noi siamo una piccola realtà in un rapporto di forza di uno a dieci rispetto agli altri. Ma siamo puntuali e precisi e vorremmo soltanto lavorare come sappiamo”.

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Andrea Sessa



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