Caso Loris

Giovedì Andrea Stival in tribunale. Aveva rapporti sessuali con Veronica?

veronica panarello
1 mar 2016 - 17:42

RAGUSA – Giovedì mattina il suocero di Veronica Panarello, Andrea Stival, sarà sentito in tribunale dal sostituto procuratore Marco Rota.

La procura ha difatti aperto un fascicolo a carico dell’uomo per concorso in omicidio volontario ed occultamento di cadavere, dopo che la madre del piccolo Loris, nonché probabile assassina, l’ha chiamato in correità.

Stival potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere, ma Francesco Biazzo, suo difensore, fa invece sapere che risponderà a tutte le domande che gli verranno poste per ribadire la piena collaborazione con la giustizia e la sua totale estraneità alla vicenda.

Insieme a lui sarà sentita come persona informata sui fatti anche la compagna, che tempo addietro fornì un alibi all’uomo.

Gli inquirenti, dopo le dichiarazioni sconcertanti e inaspettate della Panarello, hanno visionato nuovamente le riprese delle telecamere di sicurezza, ma nessuna  immagine ritrae la donna mentre fa salire il suocero in auto per poi farlo scendere dopo essersi liberata del cadavere del figlio. 

Contro Andrea Stival sembrano pertanto esserci unicamente le parole diffamatorie della nuora, contro cui peraltro l’uomo presenterà, tramite il proprio legale, una querela per calunnia.

Intanto Veronica Panarello mostra sempre più i segni di una salute mentale precaria: si dichiara più famosa di una star di Hollywood, inneggia canzoncine dal ritmo incerto e professa verità perturbanti che non riescono a trovare solide e concrete basi nella realtà.

Tra gli ultimi racconti emerge proprio quello che ha tirato in ballo nell’omicidio Andrea Stival, descritto come “l’amante”, l’uomo con cui la Panarello aveva rapporti sessuali. Anche se rimane ancora poco chiaro se la donna fosse consenziente o si lasciasse sedurre solo per proteggere i figli da strane “attitudini” del suocero.

Stando alle parole della donna, il suocero avrebbe perso la testa perché Loris li scoprì mentre erano in cucina durante un momento di intimità. Spaventato dalla possibilità che il piccolo potesse rivelare la relazione extraconiugale al padre, avrebbe pertanto deciso di mettere fine alla giovane vita del nipote.

Secondo l’avvocato Biazzo il movente non regge, poiché le scuse da inventare per giustificarsi sarebbero state tante, una fra queste la fervida immaginazione di un bambino a cui piace raccontare favole. 

La Panarello, allo stato attuale, sembra rimanere l’unica colpevole dell’omicidio.

Daniela Torrisi



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