Indagini

Giovane, prigioniera, vittima dei riti voodoo e costretta a prostituirsi: scattano gli arresti

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8 nov 2016 - 08:33

PALERMO - Ancora una vittima di coloro che cercano di approfittare di chi vive in condizioni difficili e cerca di scappare dal proprio paese alla ricerca di miglior fortuna.

È quanto accaduto a una giovane nigeriana, vittima di Juliet Matthew, 27 anni, della sorella Precius Matthew, di 28, e di Daniel Eguavon, 26 anni. I tre sono stati fermati dalla polizia per sequestro di persona e induzione alla prostituzione.

Dopo il suo sbarco a Pozzallo, infatti, i tre l’hanno costretta a dover estinguere un debito di 30 mila euro costringendola a vendere il proprio corpo, pena le sofferenze per alcuni riti voodoo. Inoltre, veniva rinchiusa in una stanza senza acqua né cibo. 

Il tutto è iniziato circa tre mesi fa, dunque, quando la ragazza ha deciso di imbarcarsi per l’Italia, ma a caro prezzo. Così via al calvario: spostamenti di città in città, attraversando anche il deserto del Niger, fino a giungere in Libia. Poi “finalmente”, il tanto atteso imbarco. Al suo arrivo in Sicilia, circa due settimane fa, prima è stata condotta a Padova, poi, attraverso alcuni contatti, è riuscita a tornare sull’Isola, dove ad attenderla c’erano i tre malviventi.

Per sua fortuna, però, era entrata in possesso di un cellulare, attraverso il quale è riuscita a far scattare il primi messaggi con richiesta di aiuto all’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. Da qui l’intervento della polizia che, grazie a diverse indagini, è riuscita a individuarla e a salvarla dalle grinfie di chi voleva approfittare di lei.

All’interno dell’abitazione sono stati trovati diversi oggetti, tra cui anche capelli, presumibilmente utilizzati per compiere gli atti voodoo.

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Redazione NewSicilia



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  • Francostars

    A prescindere dai riti woodoo, in ambito di prostituzione tra soggetti maggiorenni, mi domando il motivo per il quale a cadere vittime della tratta di persone a sfondo sessuale debbano essere sempre le donne straniere, mentre quelle italiane ne debbano essere quasi esenti, sia in Italia, sia all’estero ed il motivo per il quale i marciapiedi del sesso a pagamento si svuotano durante le vacanze natalizie e pasquali, per non dire di osservare le stesse professioniste con uno smartphone in mano ed anche un’autovettura a disposizione. La risposta a tutto questo è quella che la schiavitù del sesso a pagamento non è molto diffusa.