Amore malato

Giovane aggredisce carabinieri: “Arrestatemi, la mia ragazza bellissima mi ha lasciato”

Carabinieri
4 ago 2016 - 18:18

GELA - Giovane e disoccupato, innamorato, ma non amato a sua volta. Grazio Pizzardi, 20 anni, ha ritenuto che la solitudine di una cella fosse l’antidoto contro ogni pena d’amore.

«Per favore, arrestatemi. La mia vita, da uomo libero, non ha più senso perché la mia ragazza, bellissima, mi ha lasciato per un altro, e senza di lei, meglio il carcere».

Grazio si è presentato con queste parole ai carabinieri del comando territoriale di via Venezia, disperato e privo della voglia di continuare a vivere senza quella bellissima ragazza che l’ha lasciato solo, in preda alla disperazione per un abbandono non preannunciato.

I carabinieri, turbati dinanzi a una tale pretesa, hanno spiegato al giovane che non è possibile arrestare qualcuno se non ha commesso un reato.

E allora Grazio ha deciso di trovare da sé il modo giusto per coronare il suo insano desiderio. Ha estratto dalle tasche un coltello a serramanico minacciando di morte il piantone e gli altri carabinieri attirati dalle urla del giovane.

Ma forse, per il ragazzo, questo gesto intimidatorio non era abbastanza. Così ha pensato bene, prima di essere bloccato, di sferrare calci e pugni e di spazzare il tavolo di marmo degli uffici.

Ecco il reato, ecco la buona causa che l’ha condotto proprio dove lui desiderava essere: in una fredda cella, solo, in compagnia del suo dolore per l’amore perduto.

Ora su di lui pesa l‘accusa di oltraggio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale, minaccia aggravata e danneggiamento.

Era questo il piano B di Grazio? Frutto di ingenuità, di follia, o di cos’altro? Non è dato sapere. Ciò che resta è un gesto di un ragazzo di soli 20 anni, che come tanti oggi, non comprende il senso della libertà e il potere dei suoi verdi anni.

Daniela Torrisi



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