Polizia Postale

Operazione MasterBet: smascherata rete di gioco d’azzardo in tutta Italia. 107 indagati. IL VIDEO

gioco d'azzardo
4 mag 2016 - 07:46

CATANIA - Una vasta operazione di polizia che ha sgominato una rete di centri scommesse non autorizzati che operavano sull’intero territorio nazionale. 

L’accusa a carico dei 107 indagati è di associazione a delinquere finalizzata all’organizzazione e alla raccolta illegale di gioco d’azzardo on line in Italia e all’estero.

Gli esercizi operavano in assenza delle autorizzazioni statali, con una capillare organizzazione gerarchico-piramidale attraverso la quale, sostanzialmente, si assicuravano il controllo del territorio.

13 soggetti sono stati sottoposti agli arresti domiciliari, 46 esercizi sono stati sequestrati mentre a 48 soggetti sono stati notificati gli avvisi di garanzia.

L’organizzazione si componeva di 2 i gruppi criminali a cui facevano capo i vari consociati. 

Del primo facevano parte Francesco Airò di 37 anni di Agrigento, irreperibile. Di recente era stato arrestato per associazione a delinquere finalizzata all’esercizio abusivo di attività scommesse insieme ad esponenti di organizzazioni mafiose camorristiche del salernitano. Vertice della piramide, era titolare di una società di scommesse a Malta;

Antonino Impellizzeri, catanese di 60 anni, ex imprenditore e destinatario di provvedimento di confisca di beni connesso a misure di prevenzione;

Gabriele Impellizzeri, catanese di 30 anni, al momento non reperibile, disoccupato ed ex titolare di un centro scommesse;

Vincenzo Provenza, impiegato 38enne di Palermo;

Michele Vigiano, 57 anni di Foggia, imprenditore con precedenti specifici;

Gaetano Terrana, palermitano di 45 anni, al momento non reperibile, operaio edile con precedenti per associazione a delinquere finalizzata a reati contro il patrimonio.

Al vertice del secondo gruppo criminale c’era Riccardo Tamiro, romano di di 43, irreperibile fino a qualche ora fa, trovato e arrestato a Roma dalla polizia. Imprenditore con precedenti specifici (esercizio abusivo attività gioco e scommesse ed esercizio gioco d’azzardo);

Antonio Riccardi, 46 anni impiegato di Napoli;

Marcoantonio Patti, impiegato catanese di 30 anni;

Giovanni Arba, 25 anni di Cagliari, impiegato in centro scommesse ma al momento non reperibile;

Ivan Scalesi di 27 anni di Salerno, disoccupato con precedenti specifici per esercizio abusivo attività scommesse;

Giuseppe Cicalese, 24 anni di Salerno, disoccupato con precedenti specifici (esercizio abusivo attività scommesse) e Ignazio Casapinta di 37 anni disoccupato di Palermo. 

 

Le indagini, condotte dalla polizia postale e delle comunicazioni di Catania, con il coordinamento del Servizio Centrale di Roma, hanno evidenziato l’esistenza di 7 siti web di scommesse on line che operavano in assenza dell’autorizzazione AAMS (Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato) con piattaforme di gioco ubicate a Malta e operanti nelle città di Catania, Ragusa, Messina, Siracusa, Palermo, Agrigento, Caltanissetta, Trapani, Cosenza, Cagliari, Foggia, Brindisi, Milano, Napoli, Salerno, Caserta, Avellino, Roma e Venezia.

Nel corso delle indagini sono emersi contatti di alcuni associati anche con un ex ispettore della polizia maltese che si occupava di criminalità economica, di recente arrestato nell’ambito di un’altra indagine.

Il numero degli esercizi commerciali sottoposti a sequestro poiché ritenuti centri di scommesse clandestine è di 46 così suddivisi nelle varie nelle province: Catania: 15; Palermo: 6; Ragusa: 2; Siracusa:1; Messina: 1; Caltanissetta: 1; Trapani: 1; Cosenza: 1; Roma: 2; Caserta:1; Salerno: 3; Napoli:4; Cagliari: 8.

Il giro di affari interrotto dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni è stimato in diversi milioni di euro al mese. L’enorme fiume di denaro illecitamente accumulato, veniva poi sapientemente riciclato attraverso la polverizzazione di successive operazioni anche in rete, al fine di far perdere le tracce in caso di indagini finanziarie.

A titolo di esempio e conferma del giro d’affari, in una conversazione registrata, uno degli organizzatori parlando al telefono con altro complice gli diceva “….ascolta …..a oggi battiamo dieci milioni…. Abbiamo 12.000 agenzie ….non è che abbiamo un’agenzia solamente…. Non è il problema per noi i 100 euro….noi facciamo … anche 100.000 euro di bonifici al giorno….”

Redazione NewSicilia



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