Polizia

Gela, operazione “Malleus”: in manette alcuni esponenti del clan Rinzivillo

droga
24 giu 2015 - 09:53

GELA - La polizia di Caltanissetta ha eseguito una vasta operazione antidroga con l’esecuzione di numerosi arresti, alcuni dei quali nei confronti di appartenenti al clan mafioso Rinzivillo, per i reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti e alla detenzione e porto illegale di armi. L’esito delle indagini, condotte da personale della Squadra Mobile e del Commissariato di di Gela, ha consentito il sequestro di droga di vario tipo tra cui cocaina, eroina, hashish e marijuana, e di strumenti necessari per il confezionamento delle dosi oltre ad ingenti somme di denaro e di armi.
Sono emersi inoltre i numerosi viaggi effettuati dagli indagati nel nord Italia finalizzati al procacciamento di consistenti quantitativi di stupefacenti. 

L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip Lirio Conti, su richiesta della Dda. Gli arrestati sono Giacomo Gerbino, 42 anni, Antonio Radicia, 30 anni, Ivan Casciana, 26 anni, Domenico Trespoli, 31 anni, Giuseppe Andrea Mangiameli, 41 anni, Giuseppe Placenti, 27 anni, Valerio Londo, 43 anni, Roberto Cosentino, 43 anni, Giuseppe Schembri, 34 anni. Hanno ricevuto invece la notifica nelle carceri dov’erano gia’ detenuti per altre accuse Massimo Gerbino, 36 anni, Baldassarre Nicosia, 32 anni, i gemelli Davide e Alessandro Pardo, 34 anni, Vincenzo Florio, 38 anni. Tre indagati sono sfuggiti alla cattura.

Il clan Rinzivillo, dominante a Gela dal dicembre del 2007 dopo la morte di Daniele Emmanuello, come confermato da precedenti indagini e in particolare da quelle che nel 2012 portarono all’operazione “Tetragona”. Gli investigatori si sono ora focalizzati sull’attività della cosca nel settore degli stupefacenti, gestito da uomini di punta e di nuove leve di Cosa nostra quali Gerbino, i fratelli Pardo, Radicia e Di Stefano, che controllavano il territorio e tenevano rapporti con organizzazioni mafiose di altre province. Il clan Rinzivillo aveva un canale preferenziale di rifornimento a Catania, grazie alla sua vicinanze alle cosche dei Carcagnusi e dei Laudani-Cappello, storicamente legati alla famiglia etnea egemone, i Santapaola. L’alleanza con i clan catanesi emerge, tra l’altro, da una conversazione tra i fratelli Pardo, intercettata dagli inquirenti: Davide Pardo racconta di essere stato a Catania ad una riunione di mafia dei Carcagnusi, come emissario dei Rinzivillo di Gela. Occasionalmente, acquisti di droga da rivendere a Gela venivanno effettuati anche in località del Nord. L’organizzazione disponeva anche di varie pistole, custodite illegalmente da diversi indagati. Una di queste è stata sequestrata assieme a 8.000 euro in banconote di piccolo taglio e 2 grammi di cocaina.

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Santi Liggieri



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