Lavoro

Garanzia Giovani, 3 su 3 sono delusi: “Ci aspettavamo di meglio, non ci crediamo più”

Giovani
5 lug 2016 - 18:33

PALERMO - Un anno fa partiva il progetto Garanzia Giovani, collegato ad alcune aziende che hanno permesso ai giovani, appunto, europei di fare uno stage di 6 mesi per affermarsi nel mondo del lavoro.

Qualcosa, però, è andata per il verso storto: il piano, che abbraccia tutta Europa, prevede un rimborso di 500€ al mese, che per 6 mesi sarebbero ben 3 mila euro. Proprio oggi abbiamo dato cifre, che dopo quasi 12 mesi danno l’idea di un progetto fallimentare, e soprattutto i nomi dei ragazzi ai quali è arrivata la mensilità prevista. I problemi riguardano dei ritardi dei fondi Ue o degli errori con alcune lettere del codice Iban dei giovani: ciò significa che alcuni hanno ricevuto addirittura il doppio della mensilità in un colpo solo, mentre gli altri stanno ancora aspettando.

A tal proposito, i 500 ragazzi su 800 che attendono ancora la prima mensilità, ci credono ancora a questo Piano Giovani? Se ne sono pentiti oppure restano ottimisti? 

Per avere una risposta direttamente da chi vive la situazione abbiamo contattato Ginevra, Edoardo e Gianluca: i primi due aspettano ancora la prima mensilità, mentre il terzo rientra nei 300 giovani che beneficeranno della borsa di studio.

“All’inizio ho voluto provare per darmi un’occasione – ci dice Ginevrae per trovare degli sbocchi lavorativi, ma sono stata scettica dal principio. Le speranze ho iniziato a perderle quando c’è stato il primo ritardo. Questi soldi non arriveranno mai, siamo in Sicilia e credo di essere abbastanza realista. Qui disoccupati siamo e disoccupati rimarremo. È una realtà a cui dobbiamo far fronte”.

Così invece Edoardo: “Io non credo sia una questione di crederci o meno, questo progetto è burocraticamente gestito male. Essendo allargato in tutta Europa e non soltanto a livello regionale, i finanziamenti vengono giostrati in un certo modo e non si sa quando questi soldi arriveranno: se oggi, tra un mese, tra un anno o se li ritroveremo accanto alla nostra tomba”.

Come Ginevra, anche alcuni amici di Edoardo erano scettici e non credevano nel progetto: “Alcuni miei amici non hanno voluto provare dicendo che Garanzia Giovani era una presa in giro e che erano certi di dover aspettare anni prima di avere i soldi che gli spettavano. Dal canto mio, io ho voluto provare perché mi si è presentata questa occasione e ho voluto fare esperienza in un mondo dentro il quale ho sempre desiderato entrare, purtroppo però dobbiamo essere realisti e fino ad ora molti di noi, me compreso, non hanno ricevuto nemmeno la prima mensilità”.

C’è chi, invece, è stato leggermente più fortunato. Gianluca ha visto il suo nome comparire nel comunicato regionale che annunciava i nomi dei ragazzi e delle ragazze che avrebbero beneficiato della borsa di studio: “È stato e continua ad essere un progetto dove c’è molta confusione, quantomeno adesso riceverò i primi 500 euro, sperando che come me tutti gli altri ne avranno l’occasione perché qui nessuno ha dei privilegi. Sono stati assegnati 2 dei 18 milioni previsti dal piano, c’è ancora tanta strada da fare”.

“Questo progetto – conclude Gianluca – era un’occasione, ho pensato: ‘Perché no? In fondo può essere davvero molto utile’, poi però vedendo come sono andate le cose ho perso quell’entusiasmo che avevo all’inizio. Ad ogni modo sono contentissimo che sia arrivata una delle sei mensilità previste”. 

Possiamo dire che, nonostante ci sia qualcuno che abbia ricevuto la mensilità prevista, tutti e tre sono rimasti delusi e amareggiati da questo progetto che, qui in Sicilia, non ha funzionato nel modo giusto.

Gabriele Paratore



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