Mafia

Galletta, il boss che vive al mare con la pensione: medici conniventi al suo servizio. LE INTERCETTAZIONI

Maurizio Galletta video
18 gen 2017 - 13:05

CATANIA - Boss mafioso di spicco del clan “Santapaola- Ercolano” e pericoloso killer. Eppure, Maurizio Galletta, 51 anni, arrestato questa mattina dagli uomini della Direzione Investigativa Antimafia di Catania, era riuscito a “sfuggire” alle rigide misure carcerarie per finire agli arresti domiciliari nella sua abitazione a Vaccarizzo, nel Villaggio Delfino”. 

A permettere il cambio di pena, i certificati compilati da alcuni medici compiacenti che dichiaravano che le condizioni di salute di Galletta erano talmente gravi da essere assolutamente incompatibili con il regime carcerario.

Come dimostrano le intercettazioni captate dagli inquirenti, nelle quali si sente un cardiologo dichiarare: “Passeranno i guai questi che hanno scritto che è paralizzatoSe decidono di fargli fare degli esami in un ospedale militare la grave insufficienza respiratoria verrà a cadere“.

 
  

Galletta era stato arrestato il 5 marzo del 1996 e condannato nel 2007 con sentenza definitiva all’ergastolo per gli omicidi di Salvatore Vittorio, 68 anni ( elemento di spicco della consorteria mafiosa intesa “a Savasta”), Angelo Di Pietro, 46 anni, e Giulio Magrì, 72 anni.

Il boss dal 1996 al 2008 era stato trasferito in 17 strutture carcerarie diverse ed era stato sottoposto a numerose visite ambulatoriali. 

Nel luglio del 2008, però, Galletta venne scarcerato mentre si trovava nel carcere di Parma per essere sottoposto agli arresti domiciliari nella propria abitazione a Catania, “non essendo le condizioni fisiche conciliabili con il regime carcerario”.

Le indagini svolte dalla D.I.A. hanno evidenziato proprio come, grazie alla connivenza di alcuni medici, le patologie del boss siano state accentuate. Un escamotage messo in atto anche dal cugino di Galletta, il boss Maurizio Zuccaro, che, nel corso della sua detenzione, si praticava salassi prelevando ingenti quantitativi di sangue, in modo tale da aggravare il suo stato di salute e poter così usufruire dei benefici carcerari previsti da casi simili.

In tal modo Galletta ha avuto la possibilità, pur essendo agli arresti domiciliari, di gestire affari illeciti ostentando il proprio carisma mafioso, per le vie del centro cittadino.

Ma non finisce qui: grazie alla grave patologia simulata, il boss riceveva un trattamento previdenziale da parte dell’INPS, consistente in una pensione civile e una indennità di accompagnamento.

Le indagini preliminari sono ancora in corso per accertare eventuali corresponsabilità di medici e specialisti, con incarichi dirigenziali nella sanità pubblica, che nel tempo hanno sottoposto a visite e/o perizie il boss.

Commenti

commenti

Redazione NewSicilia



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un Commento