Omicidio

Diede fuoco al suo patrigno, dovrà scontare una pena di oltre 16 anni di reclusione

Mirko Bottari
14 ott 2015 - 12:05

RAGUSA - Una vicenda tragica, un parricidio brutale, e un procedimento penale che trova il suo epilogo in una pena a 16 anni e 8 mesi di reclusione.

Questa la sorte toccata a Mirko Bottari, 21 anni di Comiso, che a luglio del 2013 si è reso protagonista dell’omicidio del patrigno, Vincenzo Arcidiacono, 61 anni, al termine di una furiosa lite, l’ennesima.

All’origine dei continui dissidi tra i due, ci sarebbero stati motivi di natura economica. Bottari, infatti, avrebbe lamentato il disagio derivante dal fatto che il patrigno gli negasse più e più volte delle somme di denaro e che intendesse donare tutti i suoi risparmi alla badante che si occupava di lui.

Un rapporto conflittuale culminato nel brutale omicidio di Arcidiacono. Il giovane figliastro, infatti, esasperato dalla situazione, al termine dell’ennesima lite, sarebbe uscito di casa per procurarsi della benzina con l’intento di dare fuoco a quello che per lui rappresentava il suo peggior nemico.

Vincenzo Arcidiacono, 61 anni

Vincenzo Arcidiacono, 61 anni

Arcidiacono è morto nel suo letto mentre, come di consueto, riposava dopo aver pranzato.

All’epoca furono i vicini, allertati dal fumo provocato dalle fiamme, a vedere per primi quello che era accaduto, entrando nell’appartamento di via Generale Girlando, dove si era consumato il brutale omicidio.

Per i periti Mirko Bottari è capace di intendere e di volere, dunque, in grado di affrontare il processo penale che ne è scaturito.

La condanna del gup del Tribunale di Ragusa è di 16 anni e 8 mesi di reclusione. La sentenza è stata emessa dal giudice Claudio Maggioni.

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Marco Bua



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