Intervista

Funivia sullo Stretto: “Sarà l’ottava meraviglia del mondo”, parla l’ing. Baratta

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27 mag 2016 - 06:13

MESSINA - “Presenteremo il progetto della funivia sullo Stretto l’uno giugno al Salone delle Bandiere di palazzo Zanca, coscienti che dovremo affrontare una barriera fatta di scetticismo e reticenza derivanti dall’impatto con la novità. Ma questo ‘muro invalicabile’ crea distanza ideologica, paragonabile a quella che concretamente separa la Sicilia dalla Calabria e che noi invece vogliamo azzerare”.

È assertivo Achille Baratta l’ingegnere ideatore, insieme con il progettista strutturale bolognese Massimo Majowecki, del piano futurista che da sud a nord dello stivale sta facendo molto parlare di sé. Si tratta della metropolitana sospesa a settanta metri dal mare che in un quarto d’ora sarebbe capace di trasportare i viaggiatori dall’aeroporto di Reggio Calabria fino alla stazione marittima di Messina.

“Vogliamo collegare Punta Faro con la Calabria per mezzo di oltre tre chilometri di tensostruttura e quindi creare aggregazione in modo che le Università possano collegarsi in pochi minuti per scongiurare l’esclusione e il totale abbandono degli atenei siciliani: problematica quanto mai attuale”.

Una teleferica unica al mondo, quindi, in grado di accorciare le distanze che hanno messo in ginocchio la nostra Regione e che rispetto al famoso “ponte” costerebbe quasi 10 volte di meno.

“La nostra idea è di creare un sistema di alimentazione tramite pannelli fotovoltaici - spiega Baratta -. Immaginiamo una cabina che va e una che viene, separate da 30 metri, che percorrono a ritmi serrati più di 3 chilometri a tratta. Ogni giorno verrebbero macinati più di 100.000 metri quadrati e prodotti quasi 19 milioni di chilowattora - dichiara -. Con quattro milioni si potrebbe mantenere in funzione la teleferica gratuitamente e i restanti quindici milioni sarebbero destinati a 5 mila abitazioni”.

Ma non è finita qui perché secondo gli ideatori, questo nuovo progetto potrebbe rappresentare anche un’importante attrazione turistica alla stregua delle ruote panoramiche che riscuotono grande successo nel resto d’Europa.

“Le cabine sono progettate con il fondo in vetro e quindi trasparenti per fare vedere il mare di sotto. Potrebbe tranquillamente essere considerata come un’attrazione turistica”.

A detta degli ideatori, dunque, sarebbero tanti i punti a favore di questo progetto che è stato presentato per la prima volta una decina di giorni fa a Milano. Come ogni novità ha fatto storcere il naso a molti, ma Baratta sa bene che il successo di un progetto è dato dalla partecipazione.

“Seneca diceva: ‘La tua idea non è valida se non diventa di tutti’ – conclude -. Ecco perché vogliamo far conoscere questa realtà che può diventare l’ottava meraviglia del mondo”.

Vittoria Marletta



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