Paura

Fobia meningite a Catania. Pediatri assediati: “Ma i vaccini sono finiti. Nuove scorte non prima della fine del mese”

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5 gen 2017 - 07:13

CATANIA - Terrore puro. Lo vedi sul volto delle madri che attendono il loro turno in sala d’attesa coi piccoli fra le braccia o mentre li osservano dormire nel baby pullman. Lo intuisci dal tono, comprensivo e teso allo stesso tempo, con cui la pediatra cerca di rassicurare chi la tempesta di telefonate, perché vuole sapere quando e dove fare vaccinare il proprio bambino contro la meningite. Perché vuole la prescrizione per quel vaccino che non c’è. Che a Catania non c’è.

Abbiamo vissuto quel che sta accadendo quotidianamente negli studi dei medici pediatri etnei, “Perché quel che state vedendo e ascoltando non accade soltanto nel mio studio. È lo stesso ovunque, la gente è in preda al panico”, ci rivela turbata la dottoressa.

 La gente è in preda al panico.

 È così. Ne siamo testimoni. “È assurdo quel che sta succedendo – ci dice la pediatra – io ed i miei colleghi riceviamo centinaia di richieste di prescrizioni per i vaccini. E ciò nonostante in Italia non sia in corso un’epidemia di meningite da meningococco C, la più temibile. Badate bene, ho usato il condizionale. Perché, così come ha chiarito il Ministero della Salute, oltre a non essere in corso alcuna epidemia, la mortalità è, fortunatamente, in percentuali basse. Ma il rilievo dato dai media nazionali ai casi più recenti in Toscana, senza l’equilibrio e la chiarezza necessari quando ci si occupa di argomenti delicati così come quelli legati alla salute dei cittadini, hanno fatto esplodere una vera psicosi anche a Catania”.

Boom di richieste di vaccinazioni, quindi. “Ma i vaccini disponibili sono già terminati – ci rivela la dottoressa – a Catania per ora non è possibile vaccinarsi. Se ne parla a fine mese. Sì, abbiamo saputo che prima di fine gennaio non giungeranno nuove scorte. Così come ripeto a tutte le madri che mi telefonano o che mi raggiungono qui in studio coi bambini nonostante non ve ne sia bisogno. Pur non avendo sintomi, vogliono lo stesso che i figli vengano visitati, perché hanno bisogno di essere rassicurate e perché c’è moltissima disinformazione”.

 E allora cerchiamo di contribuire, fornendo dati precisi.

In Italia l’unica situazione da monitorare è rappresentata dalla Toscana, dove negli ultimi due anni si sono registrati vari casi di meningite da meningococco C. La circolazione dei germi che causano la malattia è infatti nella norma attesa, in linea coi numeri degli ultimi anni. A rassicurare sono il Ministero della Salute e gli epidemiologi, che raccomandano la vaccinazione alle categorie consigliate, ovvero i bambini nel primo anno di età e gli adolescenti.

LA MENINGITE: è una malattia del sistema nervoso centrale con infiammazione delle meningi. Può essere determinata da germi assai vari che colpiscono in maniera episodica, difficilmente prevedibile, attraverso contatti e portatori sani. Possono causare la meningite batteri come il meningococco (di vari ceppi, come il tipo B e il tipo C, molto aggressivo, di recente e alta visibilità nelle cronache a causa della sua concentrazione in Toscana e della sua letalità, oppure altri tipi come A, Y, W135), lo pneumococco (l’agente della polmonite invasiva), l’emofilo influenzale, ma anche il bacillo della tubercolosi, così come stafilococchi, streptococchi e batteri coliformi (batteri comuni, ma con aggressività variabile, spesso secondo le condizioni di salute della persona colpita), che però non danno origine alla malattia nella sua forma invasiva.

I NUMERI: nell’anno che si è appena concluso sono stati segnalati 178 casi di meningite da meningococco, con un’incidenza in lieve aumento rispetto al triennio 2012-14, ma in diminuzione rispetto al 2015. Ciò è dovuto alla presenza in Toscana di una trasmissione più elevata che nel resto d’Italia, dove la situazione è costante. Il numero totale dei casi di meningite, dovuti, quindi, anche agli altri germi indicati, è passato da 1.479 nel 2014, a 1.815 nel 2015 e a 1.376 nel 2016, quindi con una discreta diminuzione rispetto al biennio passato. La letalità della meningite è di circa il 10% nei casi dovuti a pneumococco (98 deceduti su 940 pazienti nel 2016) e di circa il 12% nei casi da meningococco (21 su 178 pazienti), che aumenta al 23% nel caso in cui il ceppo di meningococco sia il C (13 su 51 pazienti).

LE FASCE A RISCHIO, CHI DEVE VACCINARSI: i bambini piccoli e gli adolescenti, ma anche i giovani adulti, sono a rischio più elevato di contrarre la malattia. Per quanto riguarda il sierogruppo B, la maggior parte dei casi si concentra fra i bambini più piccoli, al di sotto dell’anno di età. La vaccinazione contro il meningococco C, o meglio il vaccino tetravalente, è certamente consigliabile per gli adolescenti.
Per chi è stato vaccinato da bambino al momento non è previsto alcun richiamo, anche se è comunque consigliabile effettuarlo. In Regioni come la Toscana tale vaccino è attivamente offerto.

La vaccinazione negli adulti non è raccomandata a meno che non siano presenti fattori di rischio. Chi vuole può comunque ricorrere alla vaccinazione, anche se non gratuitamente (a parte Toscana o contesti particolari), rivolgendosi all’Usl o facendosi prescrivere il vaccino dal proprio medico.

I VACCINI A DISPOSIZIONE: esistono tre tipi di vaccino anti-meningococco: il vaccino coniugato contro il meningococco di sierogruppo C (MenC) è il più frequentemente utilizzato, e protegge solo dal sierotipo C; il vaccino coniugato tetravalente, che protegge dai sierogruppi A, C, W e Y; il vaccino contro il meningococco di tipo B, che protegge esclusivamente contro questo sierogruppo. La scheda vaccinale attualmente in vigore prevede la vaccinazione anti meningococco C nei bambini che abbiano compiuto un anno di età, mentre è consigliato un richiamo con vaccino tetravalente per gli adolescenti.

Alessandro Sofia

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Redazione NewSicilia



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