Crisi

Flop turismo e biglietti proibitivi, Zappalá: “La Sicilia è penalizzata”

Turismo Sicilia
23 mar 2016 - 19:30

CATANIA - Il costo proibitivo del biglietto, gli alberghi vuoti, i soldi che non girano e l’economia che si ferma.

Il tema affrontato oggi, prima grazie al confronto di ragazzi che vivono al nord che non potranno tornare a casa e poi con testimonianze di albergatori, riguarda il quasi certo flop della Sicilia in merito alle vacanze pasquali.

Abbiamo contattato Salvo Zappalà, imprenditore turistico e membro del Tavolo per le Imprese di Catania, che, dopo essersi occupato di turismo per oltre 30 anni, ci ha detto qual è il nocciolo del problema in Sicilia: “Ci si preoccupa degli effetti e non delle cause, c’è una scarsa quantità dei voli principalmente con Milano, ci sono infatti appena una decina di voli che arrivano qui in Sicilia. I turisti arrivano a Milano con pochi soldi, mentre per acquistare il biglietto di una tratta che li porti dalla capitale lombarda a qui diventa un po’ complicato e ci pensano due volte”.

Il problema può essere risolto, secondo Zappalà, assegnando fasce orarie differenti e soprattutto aumentando i voli: “Le tratte sono a vantaggio dell’Alitalia che ha alzato i prezzi a 500, 700, 800 euro e tutto a danno dei siciliani. Non si trae vantaggio nemmeno dalle compagnie low cost che si sono adeguate ad Alitalia, con prezzi pari ai 300 euro, mentre per viaggiare in Europa compagnie come Ryanair offrono prezzi interessanti, dai 40 agli 80 euro circa. A nessuno importa di aggiustare questo meccanismo, ed è tutto a danno dei cittadini”.

La cosa più triste è soltanto una: chi lavora e abita al nord non può tornare in Sicilia a causa dei prezzi stellari che a loro volta svuotano le stanze d’albergo.

Per Zappalà è un’attività amorale e ci ha anche dato una chiara spiegazione del perché il turismo va così male in Sicilia: “Se i turisti non vengono qui in Sicilia è perché non è conveniente, quindi stanno alla larga dai prezzi non convenienti. La Sicilia è una meta molto ambita, ma questa spiacevole situazione la penalizza. Si gestisce tutto con molta superficialità”.

Gabriele Paratore



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