Protesta

Fiom contro Fincantieri: “Riapriamo le trattative per l’integrazione”

Fincantieri Palermo
16 set 2015 - 15:36

PALERMO – Lo spettro della cassa integrazione sembra diventare sempre più cosa reale per i dipendenti Fincantieri di Palermo, scatenando la furia dei lavoratori e dei sindacati.

In prima linea scendono i rappresentati FIOM, che, attraverso il portavoce Bruno Papignani, chiedono la riapertura della trattativa sul rinnovo dei contratti: “Hanno disdetto senza alcun confronto e sembra non esserci alcuna possibilità da parte loro di rivalutare la situzione riguardante gli orari e il carico di lavoro”.

Parte delicata del problema è che Fincantieri avrebbe commesse che garantirebbero lavoro fino al 2025, ma, come ha sottolineato il delegato FIOM del cantiere di Palermo Serafino Biondi, il rischio nel capoluogo siciliano è quello di rimanere senza alcun progetto a cui dedicarsi: “Se non si fa nulla a novembre non ci saranno più commesse e si rischierà di far perdere ulteriormente importanza a questo cantiere. I lavoratori devono essere tutelati ed è ora che anche il governo nazionale faccia qualcosa. Ci sono anche dei finanziamenti europei. È ora che si faccia qualcosa”.

Dure, infine, le parole del segretario Cgil Palermo Enzo Campo: “A Palermo è necessario rigenerare la produzione industriale. Non è possibile che quando le aziende devono risolvere dei problemi debbano farlo a discapito del sud, come accaduto a Termini Imerese con la FIAT. In questo modo e continuando così rischiamo di essere sempre in una posizione più marginale”.

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Andrea Lo Giudice



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