Accusa

Finiscono il turno e non eseguono il parto cesareo, bambino nasce con lesioni: rinviati a giudizio tre medici

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16 mag 2017 - 11:23

CATANIA -  Dal tracciato erano chiaramente emersi segni di sofferenza fetale, ma questo non è servito a evitare di creare lesioni al bambino.

È quello che è successo all’ospedale Santo Bambino di Catania, struttura che vanta oltre 2 mila parti l’anno, dove due medici per non rimanere oltre l’orario di lavoro, non hanno eseguito un parto cesareo. Inoltre, per fingere una irreale regolarità, avrebbero somministrato atropina alla gestante e non hanno nemmeno informato i colleghi del turno successivo di quello che realmente stava accadendo.

Sono queste le accuse contestate dalla procura di Catania alle due dottoresse, Amalia Daniela Palano e Gina Corrao, per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio per lesioni gravissime colpose, omissioni e falso in atti d’ufficio.

Anche la dottoressa Paola Cairone comparirà davanti al gup ragazzi il prossimo 22 maggio, in quanto, anche se non conosceva la dinamica dei fatti, ha praticato alla paziente per ben due volte le manovre di Kristeller, bandite dalle linee guida, nonostante un tracciato non rassicurante.

L’episodio risale al 2 luglio 2015 ed è subito scattata la denuncia da parte dei familiari. Dunque, la squadra mobile ha avviato prontamente le indagini che sono state coordinate da procuratore Carmelo Zuccaro. I familiari e il neonato si costituiranno parte civile con l’avvocato Gianluca Firrone.

Il bambino, in seguito a questi spiacevoli eventi, è nato con il cordone ombelicale attorno al collo, riportando lesioni gravissime e danni irreversibili cerebrali e motori.

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Redazione NewSicilia



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