Sanità

Fecondazione assistita: stanziati circa 4 milioni per la Sicilia

presa da: telenord.it
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4 gen 2016 - 16:14

PALERMO - L’assessorato regionale alla Salute stanzierà circa 3,8 milioni di euro, per la fecondazione medicalmente assistita in Sicilia, alle strutture sanitarie che si occupano in modo specifico di questa terapia medica.

Questi fondi serviranno per l’acquisto di attrezzature, che dovrebbero essere disponibili entro la fine di gennaio, al fine di aiutare ed assistere le famiglie con redditi bassi ed in grosse difficoltà, che, a causa dei costi elevati che richiede la fecondazione assistita, sono costretti a dover abbandonare l’idea di poterne usufruire.

I fondi verranno così suddivisi: 1.603.458 euro andranno all’Asp di Palermo per le province di Palermo, Agrigento e Trapani; 1.371.811 all’Asp di Catania per le province di Catania, Ragusa e Siracusa; 335.354 euro all’Asp di Caltanissetta per le province di Caltanissetta ed Enna ed infine 486.377 euro all’Asp di Messina.

L’assessorato ha previsto un contributo, per le famiglie con reddito annuo inferiore a 50 mila euro, volto ad aiutare lo svolgimento della fecondazione eterologa ed omologa. 

Manteniamo l’impegno – afferma l’ assessore regionale alla Salute, Baldo Gucciardiassunto con le coppie siciliane per poter accedere alle terapie secondo quanto disposto dal ministero della Sanità”.

“Per noi è una novità - afferma la biologa del CRA (Centro Riproduzione Assistita) dott.ssa Alice Brunosono anni che aspettiamo questi soldi che, se davvero arriveranno, permetteranno l’acquisto di attrezzature idonee ad un ottimo utilizzo di questa terapia medica quale la fecondazione assistita”.

Tra le aziende ospedaliere che riceveranno i fondi vi sono le strutture pubbliche “Cannizzaro”, “Garibaldi”, “Santo Bambino” e “Rodolico” e le strutture private “CRA” e “UMR a Catania, le strutture pubbliche “Giaccone”, “Ingrassia”, “Villa Sofia-Cervello” a Palermo, l’ospedale “Piemonte” a Messina ed il “Sant’Elia” a Caltanissetta.

Secondo l’art. 10 del decreto per il “riordino e razionalizzazione dei Centri di Procreazione Medicalmente Assistita  (PMA) sul territorio della Regione siciliana” le strutture che potranno benificiare dei fondi stanziati avrebbero potuto iniziare l’attività in accreditamento dall’1 Aprile 2013, questo per sottolineare l’eccessiva lentezza burocratica della Regione siciliana.

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Redazione NewSicilia



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