Corruzione

Favorivano amici imprenditori. Arrestati quattro finanzieri a Messina

12 dic 2015 - 09:57

MESSINA – Bastava una telefonata agli amici per far sparire irregolarità in negozi e attività di imprenditori in attesa dei controlli della guardia di Finanza. 

Abuso d’ufficio, falso e rivelazione d’atti d’ufficio sono i reati imputati ad un maresciallo e tre sovrintendenti, della guardia di Finanza di Messina, amici da anni, uno di loro era in servizio al nucleo di polizia tributaria.

Durante i controlli fiscali del 2014 e del 2015 della polizia tributaria avvertivano gli amici imprenditori per consentire loro di mettersi in regola con scontrini e fatture. 

L’indagine delle stesse fiamme gialle è partita un anno fa come conseguenza di un’altra inchiesta, durante la quale gli investigatori sentirono in un’intercettazione un commerciante parlare con tranquillità del controllo che avrebbe ricevuto di lì a poco. L’intercettazione diede perciò il via alle verifiche della Procura di Messina che hanno fatto venire alla luce le fughe di notizie all’interno della Guardia di Finanza in merito ai controlli eseguiti tra 2014 e il 2015.

“Un atto doloroso ma necessario” dicono dagli uffici della guardia di finanza di Messina “per salvaguardare il lavoro e l’onestà di tanti colleghi che ogni giorno lavorano sul territorio“.

È del tutto escluso il reato di concussione poiché avrebbero favorito i proprietari degli esercizi commerciali senza trarne profitto per se ma solo per rapporti personali.

I quattro, ora ai domiciliari, sono stati arrestati dagli stessi colleghi.

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Viviana Mannoia



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