Crisi

Famiglie “alla rovescia”: uomini casalinghi, lavorano più le donne

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22 mar 2017 - 11:00

PALERMO - Secondo i dati ISTAT, nel Mezzogiorno d’Italia sono presenti mezzo milione di famiglie senza reddito da lavoro. Rispetto al 2015, il 2016 ha registrato un piccolo miglioramento attestando che in circa 970 mila nuclei è la donna a mantenere la casa e la famiglia, mentre l’uomo risulta inoccupato o in cerca di lavoro.

La percentuale più alta delle famiglie senza reddito si concentra al Sud (587 mila), seguita dal Nord (300 mila) e infine dal Centro (198 mila). Ciò significa che tutte le leggi e le riforme politiche attuate in questi ultimi anni nell’ambito del lavoro e soprattutto dell’occupazione giovanile non sono servite praticamente a niente.

Sono circa 40 mila le donne single in cerca di lavoro nel Mezzogiorno e addirittura 99 mila le donne monogenitore con figli a carico. Se poi le famiglie sono particolarmente numerose, aumenta anche la percentuale di disoccupazione: nel caso di un figlio le famiglie disoccupazione sono 7,3%; se i figli sono due si arriva al 7,7%; se i figli sono tre o più si sale fino al 10%. 

Esistono moltissimi casi in cui le famiglie hanno comunque una fonte di reddito esterna, per esempio un affitto di un immobile di proprietà, oppure la pensione di qualche componente familiare, o ancora un lavoro in nero (ancora diffuso specialmente al Sud).

Nonostante queste entrate, tuttavia, le donne italiane spesso rappresentano l’unica fonte di reddito con lavori part time o a tempo pieno; e anche se risultano essere meno occupate rispetto a quelle del resto d’Europa, in molti casi sono proprio loro a mandare avanti la baracca mentre gli uomini (conviventi o coniugi che siano) risultano essere sempre più inoccupati o in cerca di occupazione.

 

 

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Serena Surdo



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