Criminalità

“Siamo della famiglia. Devi consegnarci 5.000 euro”: 15 arresti per associazione mafiosa, estorsione e intimidazioni

Polizia notte
15 set 2017 - 17:46

VITTORIA – Sono 15 le persone accusate a vario titolo di associazione mafiosa, estorsioni e intestazione fittizia di beni, tutte facenti parte di una associazione mafiosa riconducibile alla ‘Stidda’ di Vittoria. 

I responsabili avevano creato un’azienda che produceva e commercializzava cassette, bancali e vaschette in plastica destinate a frutta e verdura, con la quale compivano vere e proprie estorsioni,  imponendo ai commercianti del mercato ortofrutticolo di acquistare esclusivamente i propri prodotti. Con un’operazione antimafia, condotta da carabinieri e polizia, l’azienda – chiamata ‘Linea Pack’ – è stata sequestrata insieme a due terreni di circa 20.000 mq, per un valore di circa 50 mila euro, intestati fittiziamente a due soggetti estranei, ma in realtà appartenenti alla famiglia Ventura. Tra i destinatari del provvedimento restrittivo c’è anche Giambattista Ventura, di 59 anni.

Le indagini hanno accertato che la Linea Pack era nella effettiva disponibilità e gestione di Giambattista Ventura, Angelo Ventura, Giliberto Di Enzo e del figlio Francesco, ed era fittiziamente intestata a persone legata da rapporti di parentela con gli stessi Ventura e Giliberto. La sede dell’azienda era anche utilizzata dalla famiglia Ventura, dai Giliberto e dagli altri come punto di incontro per le riunioni e la pianificazione di attività criminali.

Gli investigatori hanno potuto contare però sulla collaborazione di poche vittime delle estorsioni che hanno descritto le attività criminali dell’organizzazione e aiutato le forze dell’ordine a delineare l’organigramma dell’associazione. Come riscontro delle loro dichiarazioni sono poi  giunte anche varie intercettazioni telefoniche, ambientali e videoriprese di frequentazioni, incontri e riunioni degli associati. Secondo quanto accertato, il gruppo si avvaleva dell’intimidazione derivante dal suo carisma criminale riconosciuto e consolidato sul territorio, sufficiente per avanzare alle vittime la richiesta di un ‘regalo per la famiglia’ e in particolare per i detenuti: “Siamo della famiglia. Devi consegnarci 5.000 euro, un regalo”.

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Redazione NewSicilia



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