Criminalità

False dipendenti INPS, spaccio e furti nei centri commerciali: le operazioni dei Cc di Catania

27 feb 2015 - 17:50

Denunciate due false dipendenti INPS, autrici di alcuni furti ai danni di persone anziane di Castel di iudica

Negli ultimi mesi, a Castel di Iudica si erano verificati alcuni furti a danno di persone anziane, vittime sempre delle stesse due donne. Discretamente vestite, con modi gentili e fare amichevole, si presentavano a casa degli anziani di prima mattina, qualificandosi come dipendenti comunali o dell’Inps con l’incarico di verificare la corretta erogazione delle pensioni.

Nei casi denunciati il modus operandi era sempre lo stesso. Una delle due donne si spacciava per medico e, con la scusa di visitare la vittima, la distraeva facendola sdraiare su un divano o su un lettino, mentre l’altra si dava da fare arraffando gli oggetti di valore che le venivano a tiro. Nel caso in cui la ricerca non andava a buon fine, le donne chiedevano ai malcapitati di visionare le banconote detenute per inserirne i numeri di serie in un fantomatico modulo per la pratica della pensione. 

Terminata l’operazione, che in media durava circa 30 minuti, si allontanavano a bordo di una autovettura di colore bianco. È stata poi questa la circostanza che ha consentito ai militari della stazione di Castel di Iudica di identificare le autrici dei furti. Durante un servizio di pattuglia nel centro abitato, infatti, l’auto dei carabinieri ha incrociato una VW Polo bianca con a bordo le due donne siracusane, che corrispondevano alla descrizione delle vittime dei furti.

Dopo una mancata risposta alla richiesta di una giustificazione della loro presenza in zona, i militari hanno ritenuto opportuno approfondire il controllo. Un rapido riconoscimento da parte delle anziane vittime ha consentito, infine, di acquisire le prove necessarie alla denuncia delle due donne, G. A. di 25anni e C.V. di 24 anni. Gli investigatori stanno attualmente verificando se le due donne si siano rese responsabili di altri episodi simili.

 

Spaccio e detenzione di sostanze stupefacenti

I carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Catania piazza Dante hanno arrestato in flagrante Massimo Munzone, 39enne catanese, per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti.

Massimo Munzone

Massimo Munzone, 39 anni

Ieri sera, i militari, durante un servizio antidroga nel quartiere San Cistoforo, hanno notato l’uomo mentre cedeva delle bustine ad alcuni “clienti”. Dopo essere stato bloccato e perquisito, l’uomo è stato trovato in possesso di 16 dosi di marijuana, per un peso complessivo di 40 grammi.

La droga è stata sequestrata. L’uomo è stato posto ai domiciliari in attesa di essere giudicato con rito direttissimo, come disposto dall’autorità giudiziaria. Dai domiciliari, l’arrestato verrà trasportato direttamente in carcere per aggravamento della misura cautelare.

 

Violazione dell’obbligo all’arresto domiciliare

Salvatore Poidomani

Salvatore Poidomani

I carabinieri della stazione di Librino hanno arrestato Salvatore Poidomani, 44enne catanese, dando esecuzione ad un provvedimento di aggravamento della misura cautelare emesso dalla procura della repubblica del tribunale di Catania, per aver violato gli obblighi degli arresti domiciliari, cui era sottoposto dal 7 gennaio scorso. L’uomo è stato rinchiuso nel carcere di piazza Lanza, come disposto dall’autorità giudiziaria.

 

Furto di capi di abbigliamento al centro commerciale di Etnapolis 

I carabinieri della stazione di Belpasso hanno arrestato una 29enne catanese per furto aggravato. Ieri sera, una pattuglia dell’arma, su segnalazione da parte del personale della vigilanza, è intervenuta al centro commerciale “Etnapolis” ed ha bloccato la donna mentre cercava di allontanarsi con dei capi di abbigliamento rubati poco prima dal negozio “Oviesse”, dopo averne manomesso i dispositivi anti-taccheggio.

La refurtiva, per un valore di 100 euro, è stata restituita al responsabile aziendale. L’arrestata, su disposizione dell’autorità giudiziaria che ne ha convalidato l’arresto, è stata rimessa in libertà in attesa di essere giudicata con rito direttissimo.

 

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Mirko Regalbuto



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