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Evadeva il fisco: sequestrati beni per oltre 4 milioni a imprenditore di detersivi

finanza
22 gen 2015 - 08:36

PALERMO – Beni per 4,2 milioni di euro, tra cui 25 immobili, sono stati sequestrati dagli uomini del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Palermo a un imprenditore palermitano di 66 anni, operante nel settore del commercio all’ingrosso e al dettaglio di detersivi, accusato di evasione fiscale.

Il valore dei beni sottoposti a sequestro ammonta a 4,2 milioni di euro, relativi alle imposte evase ricostruite dalle Fiamme Gialle nel corso di una serie di accertamenti fiscali.

In particolare, l’esame della documentazione contabile e dei conti della società effettuato dai finanzieri, ha permesso di riscontrare che l’azienda, nonostante avesse nella propria disponibilità dei depositi in cui stoccava grosse quantità di merce, destinate a rifornire sia i propri tre punti vendita al dettaglio che altre imprese della zona, non aveva istituito alcuna contabilità di magazzino, obbligatoria per legge per le dimensioni della società. Secondo la ricostruzione operata dagli investigatori, la mancata istituzione della contabilità di magazzino, nella pratica, avrebbe consentito alla società di ”aggiustare” in bilancio i valori delle vendite, mediante l’appostamento di rimanenze sproporzionate rispetto a quelle reali, allo scopo di abbassare i ricavi su cui pagare le relative imposte, procedendo, parallelamente, alla vendita in nero di numerose partite di merce.

L’analisi di alcune operazioni finanziarie indicate nella contabilità aziendale – supportata dalle risultanze emerse dall’inoltro di appositi questionari ai principali fornitori – ha permesso ai finanzieri verificatori, da un lato, di rilevare l’iscrizione in bilancio di debiti ritenuti fittizi per oltre 4 milioni di euro, poiché la società avrebbe provveduto a pagarli in nero con somme provenienti dalle vendite non fatturate; dall’altro, di individuare l’utilizzazione, da parte dei soggetti indagati, di fatture presumibilmente false ricevute formalmente da due società ”inesistenti”, predisposte nella realtà ”in proprio” al fine di abbattere ulteriormente il reddito imponibile.

Inoltre, sono stati quantificati gli utili extra-bilancio distribuiti alla compagine societaria, composta all’80% proprio da questo imprenditore palermitano, il quale, nelle varie annualità, ha indicato nella propria dichiarazione redditi del tutto irrisori, evadendo al fisco imposte per ulteriori 1,2 milioni di euro.

Pertanto, conclusa l’attività investigativa la Procura della Repubblica di Palermo – Dipartimento Criminalità Economica coordinato dal Procuratore Aggiunto Salvatore De Luca – ha ottenuto, previa istanza al Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale cittadino, apposito decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente dei beni riconducibili agli indagati.

L’amministratore di fatto, allo scopo di sottrarre i propri beni ad una probabile azione di riscossione coattiva da parte del fisco, aveva proceduto a ”spogliarsi” di gran parte del proprio patrimonio immobiliare, donando ai propri figli 3 immobili, aventi valore complessivo di oltre 1,2 milioni di euro. Questa condotta ha provocato l’emissione, da parte del pm titolare del fascicolo, di un ulteriore provvedimento cautelare, questa volta d’urgenza, per il sequestro degli immobili trasferiti ai propri familiari.

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Redazione NewSicilia



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