Eruzione

Etna: cenere no stop fa danni ad agrumi anche in Calabria

etna
9 dic 2015 - 12:22

CATANIA - Non accenna a volersi fermare l’Etna che, con la sua attività eruttiva, da giorni offre spettacoli naturali irripetibili, ma causa anche notevoli problemi ai centri abitati vicini.

Allerta Vona, quindi, da “arancione” a “rosso” per volere dell’Ingv, a causa dell’emissione di cenere lavica dal cratere di Nord-Est. A rendere più critica la situazione ci pensa il vento che trascina il materiale verso la zona della costa ionica.

Inoltre dopo la cinquantina di scosse registrate ieri sera, quasi tutte lievi, localizzate soprattutto nella zona compresa tra Piano Provenzana e Piano Pernicana, che sono coincise con episodi di fratturazione del manto stradale della Mareneve, oggi i tremori interni al vulcano sembrano mantenersi su valori bassi: segno che il quadro energetico si sta stabilizzando. Stamattina, infatti, alle 9,14, è stata registrata  una nuova scossa di magnitudo 2 a una profondità di appena un chilometro, nell’area tra Linguaglossa, Sant’Alfio e Milo.

Fortunatamente, al contrario di quanto è accaduto nei giorni scorsi, l’aeroporto di Catania “Fontanarossa” resta aperto, ma la caduta della cenere lavica nella piana di Catania ha causato il fermo della raccolta degli agrumi e gravi problemi in nel Calabrese. “La cenere - sottolinea la Coldiretti – sta creando due tipi di problemi in Calabria, su una buona parte degli agrumi ha bloccato il processo di maturazione mentre gli altri già maturi presentano delle macchie nere che, pur non inficiandone la bontà e la qualità, inducono i consumatori a non acquistare, con un indubbio riflesso negativo sul mercato”.

La Coldiretti ricorda, infine che “si tratta di un evento calamitoso, non assicurabile e quindi è necessario predisporre tutti le misure di prevenzione, affinché, possa essere riconosciuta la calamità”

Vittoria Marletta



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