La storia

La ruota persa dall’aereo, “ero su quel volo e vi racconto cos’è successo”

AEREO
19 dic 2015 - 16:48

CATANIA –  Una passeggera del volo Catania- Linate, lo stesso che giovedì scorso ha perso una ruota, ha deciso di raccontarci ciò che è accaduto su quell’aereo. 

Ha deciso di lasciare in anonimato questo ricordo a Newsicilia.it “perché non vorrei che si pensasse ad  una mia ricerca di visibilità, quando, invece, vorrei dimenticare  questa storia il prima possibile“. Noi, per comodità di narrazione, la chiameremo Elena.

Giovedì mattina alle 9,30 circa, l’aereo Catania-Linate è costretto a rientrare a Fontanarossa eseguendo un atterraggio d’emergenza.

Una ruota si è staccata dal carrello, questo è quanto si sa dai media sin da subito.

Da quel momento video, foto, notizie date e poi smentite, commenti sui social, sono rimbalzate sui media. Si disse che la ruota fosse finita a mare, poi in spiaggia, infine i video che mostrano la ruota sulla strada.

Ma cosa è successo realmente? Cosa hanno avvertito i passeggeri di quel volo?

A distanza di due giorni da quella brutta esperienza, Elena ha ancora la voce scossa dal ricordo, ricostruiamo insieme ciò che è accaduto a bordo.

Lavora nel nord Italia da anni e torna a casa quasi tutte le settimane, quindi, quelle rotte, quei panorami, i minuti che impiega l’aereo per prendere quota, fanno parte della sua routine.

L’aereo è decollato normalmente e in orario, ha fatto una traiettoria come per risalire verso nord, quindi girando intorno all’Etna, ma dopo appena cinque minuti ho notato che, anziché risalire subito per il solito tragitto, insisteva particolarmente a rimanere nello specchio d’acqua davanti al litorale, in zona Plaja, però, ripeto, in mare“.

Restano a sorvolare lo Jonio per qualche minuto, forse 5 o 10 minuti. “Ho pensato che, come la settimana precedente, dovessimo temporeggiare per problemi di nebbia a Linate” ci racconta. Nessuno ci diceva nulla e le domande restavano solo pensieri, non arrivavano conferme o comunicazioni dal comandante“.

Restano ancora a sorvolare il mare senza prendere quota  o proseguire. Dopo pochi minuti la voce del comandante nell’altoparlante comunica che a causa d’un “piccolo problema tecnico stavano valutando se potere proseguire verso Milano oppure fare un atterraggio di emergenza, quindi rientrare a Catania per risolverlo“. 

Passano altri 10 minuti prima che l’aereo torni indietro, lasciando la sua posizione sullo specchio d’acqua,  “però ancora una volta non è atterrato subito ma ha fatto un passaggio dalla pista – continua - non so se per consentire di verificare da sotto, dalla torre di controllo, in che condizione fosse il carrello, oppure per consentire l’arrivo dei mezzi di soccorso. Poi è tornato indietro ed infine è atterrato”.

Finalmente a terra i passeggeri iniziano ad avere un’idea di cosa fosse successo ma ancora non possono lasciare l’aereo.

“Noi ci siamo accorti che la situazione non era proprio così tranquilla dal fatto che quando siamo atterrati abbiamo visto che in pista c’erano vari mezzi dei Vigili del Fuoco e anche diverse ambulanze; ci siamo allarmati” continua Elena.

Di fatto nessuno ci ha mai detto niente di quanto stesse succedendo, che c’era un problema al carrello, che si era persa una ruota. Hanno parlato solo di un piccolo problema tecnico e che bisognava rientrare. Solo quando siamo rientrati hanno detto che questa ruota era caduta a mare“.

Scesi dall’aereo, dopo le proteste di alcuni passeggeri snervati dalla situazione, hanno potuto verificare l’entità del problema e del rischio scampato.

Scendendo ci siamo accorti che mancava una ruota del lato sinistro del carrello  mentre c’erano quelle del lato destro; quella singola ruota a sinistra, dopo aver sostenuto tutto il peso dell’aereo durante l’atterraggio era del tutto sgonfia“.

Un plauso va al comandante del volo che è riuscito a mantenere un controllo perfetto, non solo sull’aereo ma anche su passeggeri ed equipaggio, evitando di seminare panico.

Il pilota è stato realmente bravo, perché noi passeggeri non ci siamo resi conto di nulla e anche in atterraggio l’aereo ha mantenuto stabilità ed equilibrio. Non c’è stato panico a bordo, eravamo perplessi, qualcuno era giustamente preoccupato per l’atterraggio d’emergenza, ma proprio perchè non hanno detto nulla si è mantenuto una stato di calma anche perché hostess e steward non erano in corridoio a rispondere alle domande ma in posizione con le cinture già allacciate“. 

Una brutta avventura finita per il meglio grazie alla competenza e professionalità del pilota e del personale di volo. 

Elena è atterrata a Linate solo in serata, dopo ore di attese, di stress e di consapevolezza del pericolo scampato.

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Viviana Mannoia



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