Omicidio

Erano annoiati e forse ubriachi i killer dell’ottantenne bruciato vivo

giuseppe_scarso_0
23 dic 2016 - 11:00

SIRACUSA -  Emergono nuovi e raccapriccianti dettagli riguardo all’omicidio di Giuseppe Scarso, l’anziano ottantenne bruciato vivo all’interno dentro a casa sua dopo aver subito un violento pestaggio lo scorso ottobre.

A compiere l’orribile gesto Andrea Tranchina, di 18 anni, che ha appena passato la sua prima settimana in carcere, ma non era solo: le telecamere di sorveglianza della zona avevano ripreso il giovane in compagnia di un suo amico, Marco Gennaro, di 19 anni,che a quanto pare risulta aver lasciato l’Italia per rifugiarsi all’Estero e sfuggire alle mani della giustizia.

L’uomo era spesso vittima di atti di bullismo da parte dei giovani del quartiere.

Quella sera, i due giovani, trovandosi nella noiosa periferia di Siracusa, non avevano nulla di meglio da fare se non fumare qualche spinello e bere una bottiglia d vodka. Presi dallo “sballo” delle sostanze appena assunte, avevano pensato di tornare per la terza volta nella casa dell’anziano per “passare del tempo e divertirsi un po’”. I due giovani erano riusciti a forzare la porta d’ingresso dell’abitazione, consapevoli di non essere sentiti perché l’uomo era sordo e faceva uso di un  apparecchio per l’udito che toglieva di notte. 

Tra risate varie i due hanno iniziato a scattare foto al vecchio che dormiva e a prenderlo a calci, per poi cospargerlo di liquido infiammabile per poi appiccare il fuoco e scappare tra mille risate. Questo il movente che ha portato alla morte dell’ anziano.

 

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Redazione NewSicilia



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