Delitto

Chi era Marco Leonardo, il consigliere comunale ucciso a Palagonia

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5 ott 2016 - 18:41

PALAGONIA - “Mio nipote si trova morto per sbaglio, a morire non doveva essere lui. Nessuno se lo poteva aspettare, era davvero la gioia di tutti, ha fatto veramente tanto. Era una persona che si faceva rispettare, io non so cosa dire. Purtroppo è successo: stavo mangiando, mi è arrivata una telefonata dicendomi che avevano ucciso mio nipote Gianmarco. Era un bravo ragazzo, così come tutti i miei nipoti”.

Questa la testimonianza che Salvatore Sciara, lo zio di Marco Leonardo, ha rilasciato a Live Sicilia. Un forte dolore, ignorava il fatto che suo nipote fosse stato ucciso ma soltanto perché in quel momento stava pranzando: poi la doccia fredda. 

Delle parole forti, “era la gioia di tutti” Marco Leonardo. Eletto alle elezioni amministrative nelle fila del Movimento per l’Autonomia, e oggi ex capogruppo di Palagonia Futura, il 42 enne aveva poi costituito il gruppo in consiglio comunale.

Inoltre, era il titolare di un distributore di carburante in paese ed insieme con la sua famiglia era particolarmente conosciuto per l’attività di compravendita di arance, attività importante in un luogo come Palagonia.

Oggi, intorno alle 12, è stato freddato dall’assassino, preso dai Carabinieri, dopo una lite dovuta probabilmente ad alcuni affari irrisolti ed è rimasto ferito ed in gravi condizioni il titolare del bar, il 52 enne Paolo Sangiorgi.

Marco Leonardo, però, non aveva una fedina penale proprio pulita: infatti, nel 2008 venne arrestato per truffa ai danni dello Stato. Le indagini condotte da Carabinieri e Guardia di Finanza permisero di scoprire alcune cooperative fittizie che ottenevano l’indebita liquidazione dell’indennità di disoccupazione agricola da parte dell’Inps. Tra l’altro, risultarono anche anche dei collegamenti tra diverse persone, legate tra loro da vincoli di parentela, in società di diversa natura grazie ad una verifica fiscale.

A prendere la parola, o quasi, è stato il sindaco di Palagonia, Valerio Marletta dicendo che non si sente di rilasciare alcuna dichiarazione, essendo molto dispiaciuto e addolorato dall’accaduto.

Resta, per gli investigatori, l’ipotesi di un agguato mafioso.

Gabriele Paratore



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