Malasanità

Enna, un solo medico. Chiude intero reparto ospedaliero

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25 feb 2015 - 19:09

ENNA - È possibile, nonostante la malasanità siciliana sia sotto i riflettori di tutta Italia, che in un reparto d’ospedale ci sia operativo un solo medico? La risposta è, ovviamente, si.

È quello che, infatti, sta accadendo in questi giorni all’ospedale Umberto I di Enna, dove, tra medici in malattia e in aspettativa ed un primario in ferie forzate pre pensionamento, è reperibile un unico ortopedico.

Il risultato? La chiusura ai ricoveri del reparto di ortopedia dell’ospedale e le sole attività ambulatorie e d’emergenza garantite dal personale sanitario.

Una situazione che – assicura il direttore sanitario dell’Asp 4 di Enna, Emanuele Cassarà- si sta affrontando e che a breve verrà risolta con le sostituzioni che impiegheranno medici dell’ospedale di Piazza Armerina“.

Sembrerebbe un caso isolato, ma purtroppo non è così. È, infatti, di neanche un mese fa la polemica scoppiata a Niscemi, dove, come nel caso di Enna, un solo medico doveva barcamenarsi tra il fare la guardia al pronto soccorso e contemporaneamente in sala operatoria.

L’episodio aveva sollevato le dure proteste del sindaco di Niscemi, che proclamò lo sciopero della fame durato vari giorni, fino alla decisione da parte dell’Asp di Caltanissetta di trasferire il personale da altri centri ospedalieri in attesa che qualche sanitario rispondesse al bando per il conferimento di incarichi a tempo determinato.

La carenza di personale, del resto, non è una novità ma un problema che si registra da diversi anni, ed è aggravato dal blocco del turn-over deciso nel 2012 in applicazione della legge sulla spending review, criticato aspramente dal  ministro della Salute Beatrice Lorenzin.Ci sono amministrazioni locali che da 10 anni non assumono. Io sto provando un po’ alla volta a farlo, ma il ministero dell’Economia e delle Finanze ogni tanto riblocca tutto. Il punto è che la sanità non può essere paragonata ad altri comparti pubblici, perché ha a che fare con la vita delle persone. Ci sono strutture che hanno carenze di personale, e bisogna intervenire per risolvere il problema“.

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Giuseppe Correnti



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