Statistica

Enna, la città degli immigrati colti

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24 feb 2015 - 12:03

ENNA - Tra i tristi primati di cui la Sicilia si è già fatta carico, ce n’è uno alquanto particolare da annotare.

Secondo quanto riportato da “La Stampa”, sembrerebbe che i test di lingua italiana affrontati da chi è in attesa di ottenere il permesso di soggiorno, vengano superati, nell’isola, da quasi il 100% dei partecipanti; una media che si abbassa notevolmente salendo verso il centro-nord d’Italia.

La legge italiana sull’immigrazione, infatti, prevede l’obbligo del superamento di alcuni test, in cui sono fondamentali: la comprensione di un testo scritto o di una traccia audio, su cui vengono poi poste delle domande, e il saper scrivere un breve testo, che può consistere nella stesura di un biglietto di scuse o di una cartolina con dei saluti.

Secondo il rapporto diffuso dieci giorni fa dal ministero dell’Interno, dal 9 dicembre 2010 (quando questo sistema è entrato in vigore) all’11 febbraio 2015 si sono presentati al test 483 mila immigrati, e 386 mila, circa l’80%, lo hanno superato. Questa è la media, e fin qui nulla di strano. Se però si analizzano i dati a livello provinciale, salta subito all’occhio come, ancora una volta, l’Italia sia spaccata in due.

A L’Aquila solo il 60% dei partecipanti riesce a superare il test, a Gorizia il 48%, a Pescara il 76%, a Potenza il 65%, a Brescia il 67%, a Forli, Mantova e Viterbo il 72%. Percentuali non molto elevate anche nelle Marche: ad Ascoli Piceno ha superato il test il 71%, ad Ancona il 70, a Macerata la metà, il 50%. In Toscana, ad Arezzo, è stato promosso il 65%.

Totalmente diversa la situazione al sud. A Taranto solo uno straniero non è riuscito a superare il test su 847 presenti, in 5 a Oristano su 188 presenti, 1 a Caltanissetta su 102 presenti, in 6 a Siracusa su 920. En plein invece per Enna, dove chiunque prenda parte a questo test, riesce a superarlo e ad essere promosso.

La domanda a questo punto sorge spontanea: perché e da cosa dipende se a Enna tutti superano il test di lingua italiana per ottenere il permesso di soggiorno, mentre a Macerata e a Gorizia uno su due viene bocciato? Ancora una volta ad essere sotto accusa è la negligenza di chi si occupa di un servizio pubblico, dato che l’approssimazione con cui è messo in atto un sistema utile a limitare l’immigrazione, è altissima.

Continueremo a parlare ancora italiano in Sicilia? Dati alla mano, c’è davvero da chiederselo.

FOTO “LA STAMPA”

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Giuseppe Correnti



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