Denuncia

Enjoy, minaccia per i tassisti? “Non più di tanto. L’abusivismo è la vera minaccia”

ROMA: ASSEMBLEA AL CIRCO MASSIMO DEI TASSISTI CONTRO LIBERALIZZAZIONI
22 giu 2016 - 11:35

CATANIA - Ci siamo chiesti se il nuovo servizio di car sharing, approdato a Catania da qualche settimana, abbia suscitato qualche “fastidio” ai tassisti della città e ci hanno confessato che a minacciarli non è il car sharing, ma qualcos’altro.

“A Catania stanno tutti a puntare il dito sul parcheggiatore abusivo, sull’ambulante abusivo, sul locale abusivo, com’è giusto che sia – commenta T.S. (iniziali di fantasia di un tassista che preferisce restare nell’anonimato) - Ma al tassista abusivo chi ci pensa? Del danno che fa a noi dotati di licenza chi ci ripaga? Abbiamo figli e famiglie da mantenere e ci vediamo soffiare il lavoro da ‘tassisti’ a buon mercato, sprovvisti di licenza che si ‘buscano la giornata’ a nostre spese. Di questo chi ne parla?”.

L’uomo ci racconta di persone e veicoli insospettabili anche perché spesso le auto abusive riportano in bella vista, sul tettuccio la classica insegna luminosa con su scritto “TAXI” a caratteri cubitali, il che fa intuire che non si tratta soltanto di tassisti “improvvisati”.  

“Enjoy? Non credo sia una vera e propria minaccia per la categoria, almeno non qui a Catania – prosegue -. Ad usarlo sono prevalentemente studenti fuori sede o lavoratori che preferiscono lasciare la macchina a casa, ma comunque persone che in ogni caso non avrebbero chiamato un taxi per spostarsi in città”.

Nessun significativo “fastidio”, dunque, per il nuovo servizio di car sharing che ha un bacino d’utenza diverso rispetto a quello del servizio taxi. I “fastidi” della categoria, però, ci sono e sono altri.

“Stiamo vivendo una crisi profonda e facciamo una fatica enorme ad andare avanti in questa situazione. C’è sovraffollamento, poco lavoro e c’è pure chi ‘gioca sporco’ sotto gli occhi di tutti. Per fortuna – commenta - abbiamo l’aeroporto e i turisti che rappresentano la nostra maggiore fonte di lavoro, residenti e studenti ne vediamo ben pochi. Certi giorni – conclude il tassista – si fa talmente poco da chiedersi se ancora ne valga la pena”.

Marco Bua



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