Riconversione

ENI: trattativa complessa, arrivano i primi numeri

Eni
4 nov 2014 - 13:27

GELA - Una trattativa complessa e poco distesa è quella avviata tra i vertici nazionali di Eni e i sindacati del settore chimico di Cgil, Cisl, Uil e Ugl.

I responsabili del gruppo Eni hanno confermato la riconversione alla green refinery di fronte alle rsu sindacali di tutte le aziende presenti in città.

Questi i numeri per ciò che riguarda l’aspetto occupazionale:

400 addetti saranno impiegati nell’intero sistema dell’attuale raffineria.

300 passeranno ad Enimed divisi in due scaglioni: il primo costituito da 120 addetti che rimarranno nel sito locale; il secondo costituito da altri 180, che si occuperanno delle trasferte in Italia e all’estero.

180 addetti saranno impegnati in un periodo di formazione e 30 nel segmento di Syndial.

Circa 15 operatori, dovrebbero accedere alla pensione entro il 2017.

Poco meno di 16 operatori saranno, poi, distribuiti in altre società del gruppo e trasferiti.

Resta confermata l’intenzione di non esternalizzare i servizi di vigilanza e di infermeria e sono previsti investimenti nell’ambito della ricerca in mare con la realizzazione della piattaforma “Prezioso K”.

Adesso saranno i sindacati a dire la loro. Forse ci si aspettava un numero inferiore di personale destinato alle trasferte.

Intanto, i confederali di Cgil, Cisl e Uil, Ignazio Giudice, Emanuele Gallo e Vincenzo Mudaro hanno partecipato ad una riunione nella sede nissena di Confindustria Centro-Sicilia, per discutere delle sorti delle aziende dell’indotto.

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Marco Bua



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