Protesta

Eni di Gela, in campo i vertici dell’Ugl: “Vertenza di tutti i siciliani”

eni
15 feb 2016 - 09:43

GELA - Ormai da molti mesi vi raccontiamo del caso Eni di Gela, con l’azienda del “cane a sei zampe” che rischia di chiudere lo stabilimento petrolchimico del comune siciliano, lasciando diverse famiglie in mezzo alla strada. Le proteste continuano ad oltranza e la vertenza Eni non è più legata al solo territorio gelese ma è diventato un vero e proprio caso regionale. A pensarla così soprattutto i sindacati dei lavoratori, come l’Ugl che sarà presente con i suoi vertici nei prossimi giorni in Sicilia.

È un percorso virtuoso già iniziato nell’ambito dell’iniziativa nazionale SudAct, che con continuità e sensibilità torna ad occuparsi con la presenza del segretario generale, Francesco Paolo Capone, il 17 febbraio a Gela, di una delle vertenze più spinose del momento, la vertenza Eni, dove Capone incontrerà tutti i quadri sindacali della Sicilia, affrontando il tema dello sviluppo e dell’occupazione”. A dichiararlo è Filippo Virzì, segretario nazionale responsabile Politiche del Mezzogiorno dell’Ugl Credito.

Anche la nostra Federazione che rappresenta tanti bancari in Italiaafferma Virzìè vicina ai dipendenti del Gruppo Eni ed in particolare di Gela e di Siracusa, i quali scenderanno in campo venerdì 19 febbraio, per via dello sciopero nazionale proclamato anche dall’Ugl chimici, dopo il fallimento del tentativo di conciliazione presso il ministero del Lavoro“.

La presenza dei vertici Ugl in Sicilia, con la partecipazione del Segretario confederale per le politiche del Mezzogiorno, Giovanni Condorelli e il Segretario nazionale della Federazione Chimici, Luigi Ulgiati - conclude il sindacalistadimostra che la vertenza Eni, è la vertenza di tutti, secondo il nostro sindacato le ipotetiche ricadute potrebbero risultare a dir poco devastanti, in quanto andrebbero a colpire i già precari equilibri di un territorio martoriato e depredato, con ripercussioni economico e sociali anche nel sistema creditizio, noi infatti ci chiediamo, come dovrebbero fare tante famiglie senza un reddito certo, ad onorare le rate dei mutui, e dei prestiti in corso, tutto ciò francamente va assolutamente scongiurato, rischiamo senza mezzi termini il fallimento della regione Sicilia“.

Santi Liggieri



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