Disagi

Emergenza rifiuti in Sicilia: Porto Empedocle ed Enna a rischio ambientale

rifiuti
2 mar 2016 - 12:24

PORTO EMPEDOCLE - La Sicilia è sommersa dai rifiuti, molti comuni sono invasi da montagne di immondizia e rischiano il default.

Non ci sono soldi e i dipendenti attendono i loro stipendi da mesi.

A Porto Empedocle la situazione è davvero grave e la possibilità del dissesto si fa sempre più concreta. Mentre sulle strade marciscono sacchetti di immondizia, spesso dilaniati dai randagi e sparpagliati ovunque, i netturbini non vedono salari da 5 mesi e i cittadini sono esasperati, anche perché costretti a pagare bollette salatissime per un servizio inesistente.

Senza sindaco dallo scorso giugno, la città è attualmente amministrata dal commissario straordinario, Margherita Rizza, costretto a dover fare i conti con una crisi spaventosa determinata anche dalla riduzione dei fondi statali e regionali.

Questa mattina, dopo la manifestazione degli operatori ecologici, il comune ha attivato una procedura straordinaria per la rimozione dei rifiuti dal manto stradale.

“Domani continueremo l’attività di recupero ambientale – commenta Sergio Riguccio, responsabile Ecologia e Sanità del comune di Porto Empedocle -, ma il problema del mancato pagamento degli operai permane e il rischio di danni per l’ambiente non è da meno. Al di là della mancata liquidità del nostro comune - prosegue Riguccio – c’è un problema di sostenibilità dei progetti all’interno del territorio e la questione dei rifiuti ne è la testimonianza più grande”.

È emergenza anche ad Enna dove il sindaco, Maurizio Dipietro, ha deciso di affidare il servizio di raccolta dei rifiuti ad un’altra azienda e di sporgere denuncia contro l’Ato per interruzione di pubblico servizio.

Tra i “considerato” dell’ordinanza firmata dal primo cittadino rileva “la presenza dei cumuli di rifiuti” che “oltre a causare disagi alla popolazione ed alla circolazione veicolare, potrebbero causare situazione di pericolo per la salute, l’igiene pubblica e per la pubblica e privata incolumità”.

Marco Bua



© RIPRODUZIONE RISERVATA