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Emergenza discarica, la parola ai sindaci di Misterbianco e Motta Sant’Anastasia: “Ci sta uccidendo”

I sindaci Nino Di Guardo (Misterbianco) e Anastasio Carrà (Motta Sant'Anastasia)
I sindaci Nino Di Guardo (Misterbianco) e Anastasio Carrà (Motta Sant'Anastasia)
15 mar 2016 - 06:01

MISTERBIANCO - La battaglia contro la discarica continua.

Tanti interrogativi e poche risposte, tanta rabbia e poche certezze: queste fievoli ma significative parole racchiudono quella che è diventata ormai la ‘pratica’ della discarica “Valanghe d’inverno”, dove vengono gettati i rifiuti di numerosissimi comuni siciliani che compromettono gravemente la salute degli abitanti delle zone confinanti di Misterbianco e Motta Sant’Anastasia.

La discarica si trova a meno di tre chilometri da Misterbianco e addirittura a meno di un chilometro da Motta, un dato altamente preoccupante.

Noi di Newsicilia.it abbiamo contattato i due sindaci chiamati in causa, Nino Di Guardo (Misterbianco) e Anastasio Carrà (Motta Sant’Anastasia), entrambi parecchio irritati dalla mancata chiusura della discarica.

“Martedì 8 marzo c’è stata una conferenza convocata dalla Regione Siciliana, a Palermo – ha detto il sindaco Carrà -: noi abbiamo espresso un parere assolutamente contrario al rilascio dell’autorizzazione dell’Aia. Ma, andando per ordine, il primo marzo il Consiglio comunale di Motta ha votato una mozione riguardante la discarica con 19 voti favorevoli alla chiusura”.

Come intende muoversi Motta Sant’Anastasia affinché questa discarica venga chiusa?

“Purtroppo ci sono state autorizzazioni favorevoli alla discarica, da parte dell’amministrazione Comunale, sia nel 2009 sia nel 2012, adesso ci ritroviamo questo grande problema. Quando siamo stati chiamati in causa siamo sempre stati presenti e continueremo ad esserlo, abbiamo fatto ricorso più volte all’Oikos e abbiamo votato la chiusura della discarica lo scorso giugno. Sappiamo benissimo che non può esistere una discarica a meno di un chilometro dai cittadini, stiamo per attivare una commissione al fine di mettere in moto delle centraline che controllino lo stato d’inquinamento di Motta: la sanità prima di tutto, bisogna essere chiari”.

Parole importanti ci sono pervenute anche da parte del sindaco Nino Di Guardo: “Partiamo dal presupposto che questa discarica è priva di autorizzazione dal 2014. Ci siamo fermamente opposti all’ordinanza emessa da Crocetta, dov’è scritto che in questa discarica debbano essere buttati centinaia di rifiuti provenienti da tutti questi comuni?”.

C’è anche una legge regionale che vieta l’eccessiva vicinanza di una discarica ad un centro abitato.

“Assolutamente: le discariche devono distare, come minimo, tre chilometri dal centro abitato e invece ce la ritroviamo praticamente davanti alle porte di casa nostra! Chiediamo che venga immediatamente chiusa, abbiamo già dato per quarant’anni reagendo con civiltà: adesso basta. È necessario trovare una soluzione quanto prima possibile”.

Anche perchè la sanità…

“Siamo in piena emergenza, così non si può continuare. Questa discarica ci sta uccidendo, che si portino all’estero o vengano sfruttati i termo valorizzatori. I commissari dell’Oikos si sono arricchiti a fior di quattrini, adesso però è il momento che vadano via e chiudano la discarica”.

Gabriele Paratore



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