Droga

Duecento carabinieri irrompono nella zona del “Fortino”: 29 arresti per spaccio. Il VIDEO

carabinieri-palermo
10 nov 2016 - 07:17

CATANIA - Su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Catania, alle prime ore del mattino circa 200 militari del Comando Provinciale di Catania, supportati dai reparti specializzati (Compagnia di Intervento Operativo del XII Battaglione “Sicilia”, Nuclei Cinofili ed Elicotteri), hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Catania, nei confronti di 29 soggetti indagati dei reati di associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa della famiglia Santapaola-Ercolano.

I destinatari delle misure, infatti, sono appartenenti ad un’organizzazione che gestisce una tra le più fiorenti piazze di spaccio di Catania facente capo al gruppo dei Nizza della famiglia Santapaola-Ercolano, capeggiato da Andrea Nizza, irreperibile dal dicembre 2014 ed inserito nell’elenco dei “latitanti più pericolosi” del Ministero dell’Interno, già colpito da numerose condanne anche per omicidio.

L’esecuzione dell’ordinanza ha comportato un intervento massivo sul popolare quartiere di San Cristoforo, fortemente permeato dalla presenza di numerosi sodalizi malavitosi di stampo mafioso. Il provvedimento trae origine da un’indagine condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia di Catania Piazza Dante dall’ ottobre del 2014 al marzo del 2015, mediante attività tecniche e dinamiche, ulteriormente riscontrate dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia i quali hanno confermato la riconducibilità della “piazza di spaccio” di via di Stella Polare a Salvatore Nizza fratello del latitante Andrea.

Nel corso delle indagini è stato possibile accertare la responsabilità degli indagati in relazione ad una florida attività di traffico e vendita di cocaina e marijuana, identificare le posizioni di vertice e i ruoli dei membri nell’ambito del sodalizio malavitoso, ricostruire l’ingente volume di affari illegali del gruppo, il sistema di gestione della “piazza di spaccio” e le modalità di approvvigionamento/cessione degli stupefacenti. Il monitoraggio dell’attività ha consentito di documentare l’esistenza di un’organizzazione stabile e collaudata, contraddistinta dall’avvicendamento di gruppi di soggetti sulla base di turni prestabiliti con suddivisione di ruoli tra le vedette, i pusher, i rifornitori e i responsabili del turno. Tale organizzazione garantiva un traffico senza soluzione di continuità, i cui proventi giornalieri si sono stimati in alcune decine di migliaia di euro.

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Redazione NewSicilia



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