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Droga sull’asse Abruzzo-Catania: stroncato traffico di stupefacenti

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4 ago 2015 - 11:26

PALERMO – È in corso una vasta operazione condotta dai militari del Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente in collaborazione con i Comandi Provinciali de L’Aquila, Ascoli Piceno, Teramo, Chieti, Pescara e Catania nell’ambito di una indagine coordinata dalla Procura della Repubblica dell’Aquila – Direzione Distrettuale Antimafia volta a disarticolare un sodalizio criminale dedito al traffico di sostanze stupefacenti nelle principali città ed aree della costa abruzzese.

Sono 15 le persone (3 in carcere e 12 agli arresti domiciliari) e numerose le perquisizioni eseguite nelle abitazioni e attività commerciali dell’area pescarese di proprietà di soggetti insospettabili ma sequestrate anche autovetture e moto di lusso utilizzate dagli indagati per lo svolgimento dell’attività illecita.

L’indagine ha avuto impulso grazie alle dichiarazioni di un esponente di spicco di una nota famiglia malavitosa pescarese che ha deciso di collaborare con la D.D.A. aquilana. Tra gli arrestati, tutti di nazionalità italiana, vi sono diversi incensurati che avevano organizzato una fitta rete di spaccio di hashish, marijuana e cocaina di elevatissima qualità, smerciata soprattutto in contesti della movida della costa adriatica.

In totale, sono 27 le persone indagate a vario titolo per reati di traffico di stupefacenti, favoreggiamento, ricettazione ed intestazione fittizia di beni.

Le attività, iniziate nel 2013 e sviluppate particolarmente nel 2014, hanno permesso di delineare l’operatività di un’organizzazione criminale che poteva sfruttare magazzini per lo stoccaggio dello stupefacente, veicoli di lusso per il loro trasporto (tra cui un Range Rover, una Porsche ed una moto Harley Davidson) ed autovetture di moda (Smart e Mini), quali vere e proprie “basi mobili”, da poter parcheggiare e confondere facilmente tra i mezzi della movida adriatica.

Con tale stratagemma, l’organizzazione poteva contare su un modus operandi efficace e che destasse poco sospetto: le autovetture venivano infatti parcheggiate lasciando a bordo lo stupefacente e, successivamente, gli “addetti alla vendita” provvedevano a spostarle in base alle direttive ricevute per effettuare le consegne ai clienti, spesso in aree di parcheggio prossime a stabilimenti balneari e locali notturni.

Ciò che ha destato particolare sorpresa è la peculiarità dello stupefacente trattato: è stata accertata l’esistenza infatti sia di marijuana coltivata con tecniche non convenzionali, nonché di hashish dal principio attivo anche 10 volte superiore allo standard di “piazza” abituale e, pertanto, altamente tossico.

Nel corso delle indagini sono stati sequestrati quasi 100 chilogrammi di hashish, in parte nascosti in un garage di Montesilvano affittato da una coppia di fidanzati incensurati. Oggi, grazie anche al supporto delle unità antidroga del Nucleo Cinofili di Chieti, sono stati rinvenuti presso l’abitazione di uno degli indagati, già destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari, ulteriori 5 Kg. di hashish suddivisa in numerosi panetti. 

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Redazione NewSicilia



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