Giustizia

Dopo 5 anni piena riabilitazione per il maresciallo La Mastra

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7 nov 2016 - 17:52

CATENANUOVA - Dopo i fatti del maggio 2012, il maresciallo dei Carabinieri Giuseppe La Mastra ha ricevuto gli onori per il suo servizio. Le accuse sono crollate definitivamente.

Mentre comandava la Stazione dei Carabinieri di Catenanuova, il 28 Maggio 2012 il Maresciallo veniva arrestato e sottoposto a un procedimento penale per detenzione illecita di armi davanti alla Procura della Repubblica di Enna e per concorso esterno in associazione mafiosa davanti alla Procura della Repubblica di Caltanissetta.

Sospeso dal servizio e sottoposto suo malgrado alla rabbia mediatica, dopo cinque anni le accuse sono crollate tutte.

Giuseppe La Mastra, che oggi presta servizio nella Stazione dei Carabinieri di Ramacca, come è noto, è stato assolto dal Tribunale penale di Enna con formula piena e adesso si è avuta notizia che anche l’accusa di concorso esterno in associazione mafiosa è stata definitivamente archiviata.

Il Giudice per le indagini preliminari (GIP) di Caltanissetta, David Salvucci ha infatti disposto definitivamente l’archiviazione del procedimento a suo carico, condividendo la richiesta di archiviazione proposta dal Pubblico Ministero della direzione distrettuale Santi Roberto Condorelli.

Egli ha accolto appunto la motivata richiesta di proscioglimento istruttorio avanzata dall’avvocato Giuseppe Lipera, difensore del maresciallo La Mastra.

Sono estremamente soddisfatto dell’esito conclusivo di questa vicenda giudiziaria e particolarmente felice per il valoroso sottoufficiale e per tutta l’Arma dei Carabinieri, non ultimo per la Giustizia Italiana che, come in questo caso, è riuscita a trionfare in tempi non eccessivamente lunghi. Nonostante certamente le sofferenze ingiuste ed immeritate patite, suo malgrado, dal maresciallo La Mastra, la conclusione tuttavia rende giusti onori ad un fedele servitore dello Stato che potrà così continuare la sua opera, rendendo un servigio alla comunità intera. Un grazie sentito va ai magistrati intervenuti per ultimo e che hanno determinato la positiva conclusione di questa vicenda e mi riferisco al Tribunale di Enna, alla Procura della Repubblica ed al GIP di Caltanissetta“.

Redazione NewSicilia



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