Processo

Don Ciotti e le minacce di morte di Riina

Presa da: www.lospiffero.com
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29 mag 2017 - 18:40

PALERMO - Le minacce di Totò Riina a don Luigi Ciotti, pervenute nell’ambito di un’intercettazione del 14 settembre 2013 nel carcere Opera di Milano, non portano il padre fondatore di Libera a mollare.

Nell’udienza tenutasi oggi nel tribunale di Milano Ciotti si è opposto alla richiesta d’archiviazione dell’indagine inerente alle minacce. Il Gip Anna Magelli si è riservata di decidere in merito a ciò. Malgrado le parole che Riina rivolse al compagno di cella, il boss della Sacra Corona Unita Alberto Lorusso “Ciotti, Ciotti, putissimo pure ammazzarlo” fossero pesantissime, l’impegno e la battaglia nella lotta alla criminalità, come sottolineato da Ciotti, non si fermano.

In seguito il leader di Libera ha espresso il proprio orgoglio per essere stato presente al processo agli assassini di Carlo Cosco e Lea Garofalo, collaboratrice di giustizia vittima della Ndrangheta. L’avvocato Rando, dalla parte di Ciotti, ha sottolineato come le parole del Capo dei Capi erano un modo per mandare messaggi all’esterno.

Immagine di repertorio  

 

  

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Redazione NewSicilia



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