Malasanità

Oggi i funerali di Nicole. Lorenzin: “Una vicenda che non doveva accadere”

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18 feb 2015 - 18:54

CATANIA - È già passata una settimana, dalla tragedia che ha visto la morte della piccola Nicole. Le continue indagini fanno solo emergere particolari ulteriormente raccapriccianti, come la conversazione telefonica avvenuta tra l’operatore del 118 e la clinica Gibiino, in cui viene evidenziata la mancanza di freddezza e l’impreparazione da parte dei medici nell’affrontare un caso d’emergenza così imminente.

Indagini che continuano mentre il dolore non accinge ad attenuarsi all’interno di quella che sarebbe stata la famiglia di Nicole.

Una famiglia che, oggi, nella chiesa di San Vito di Mascalucia, dovrà assistere inerme ai funerali della loro bambina.

Il nonno di Nicole, Mario Di Pietro, auspica “una partecipazione numerosa delle istituzioni e di chi vorrà stare vicino alla famiglia durante la funzione.

L’uomo ha quindi “ringraziato il procuratore Giovanni Salvi e il ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin perché abbiamo avuto la certezza della risposta forte e chiara dalle istituzioni, ed abbiamo sentito veramente che questo caso ha toccato il cuore di tutti“. 

Anche la madre di Nicole, Tania Laura Egitto, che ieri è stata dimessa dall’ospedale Cannizzaro, dove era ricoverata da martedì, vorrebbe a tutti i costi prendere parte alla funzione. La donna era a casa, a Mascalucia, quando ha accusato dolori addominali.

Una vicenda che, come sappiamo, ha fatto tanto rumore e ha scosso anche le fondamenta del Ministero della Salute e dell’Italia intera, entrando nelle case di milioni di mamme e famiglie.

Ieri infatti il ministro alla Salute, Beatrice Lorenzin, ha dovuto rispondere all’onorevole catanese Giulia Grillo, deputato del Movimento 5 Stelle.

La Grillo, nel suo intervento, ha chiesto il commissariamento ad acta dell’assessorato alla salute della Regione Sicilia, in quanto ritenuto uno dei maggiori responsabili di tale tragedia.

Durante il suo intervento, l’onorevole siciliana, chiedendo che vengano individuati i responsabili di tale tragedia, ha voluto evidenziare che, nel dicembre del 2011, sono stati stanziati 470.000 euro per ogni A.S.L., da utilizzare al fine di attuare il servizio di trasporti d’emergenza neonatali. Fondi mai utilizzati dalla provincia etnea.

Non solo, riprendendo il recente scandalo che ha coinvolto Marchese, responsabile regionale del 118 siciliano, la Grillo, sempre rivolgendosi al ministro, ha chiesto “perchè, nonostante la Sicilia spenda più di tutti in Italia, per il servizio di elisoccorso, questo sia attivo solo dalle 8.00 alle 18.00 per i comuni cittadini?

La risposta della Lorenzin è stata decisa ed esaustiva. Il ministro, infatti, oltre a confermare che una Task Force, composta da ispettori ministeriali, da rappresentati della GENAS e dal gruppo dei NAS dei carabinieri, è stata inviata in Sicilia per indagare e far luce ulteriormente sulla vicenda (di cui si sta già occupando, soprattutto nella verifica di sussistenza di un ipotesi di responsabilità penale, la procura della Repubblica di Catania) ha voluto rendere pubblici, sia pure in maniera sommaria, gli esisti delle prime ispezioni.

Gli ispettori, a cui è stato anche richiesto di approfondire il percorso nascita della bambina, ovvero la situazione pre-parto della madre, hanno confermato l’assenza di un efficace “sistema di governance” per la sicurezza dei punti nascita nella provincia etnea oltre alla mancata attuazione, sempre nella provincia di Catania, del protocollo relativo al trasporto neonatale d’emergenza.

Inoltre è stata registrata la scarsa capacità, anche a causa di un’inadeguata formazione del personale sanitario della clinica Gibiino, a procedere nell’immediatezza alla stabilizzazione della neonata ai fini di un trasferimento presso la terapia intensiva ed anche gravi disfunzioni di comunicazione tra i punti nascita ed il 118.

Il ministro Lorenzin, ha voluto chiudere il suo intervento alla Camera, con delle parole di monito e di conforto per tutte le future mamme italiane, ricordando che “noi garantiamo livelli essenziali di assistenza ad altissimo standard; nascono migliaia di bambini ogni giorno nel nostro paese e vorrei che questo facesse capire, a tutti, che c’è una grande attenzione e che nessuno sta sottovalutando il problema, ma dobbiamo anche cercare di affrontare con serenità questo momento“.

Intanto arrivano le dichiarazioni da parte della clinica Gibiino, ritenuta la maggior responsabile della tragedia, che, se da un lato dimostra il pieno sostegno e la propria vicinanza alla famiglia di Nicole, dall’altro non vuole sentirsi l’unica responsabile: Siamo vicini alla famiglia e profondamente addolorati per quanto accaduto, ma teniamo a precisare che la Clinica e lo staff medico hanno fatto tutto il possibile per aiutare la piccola Nicole e adottato tutte le procedure previste dalle normative vigenti“.

Ci auguriamo - continua il comunicato stampa della clinica – che la magistratura faccia al più presto chiarezza su quanto accaduto. Le notizie diffuse nei giorni scorsi, spesso infondate, hanno già inciso pesantemente sull’operato e sull’immagine della nostra struttura sanitaria che, è bene ricordarlo, è presente da oltre 50 anni. Abbiamo sempre svolto con grande attenzione, professionalità e rispetto delle normative vigenti il nostro lavoro e continueremo a farlo“.

Anche il Codacons ha voluto far sentire la propria voce, chiedendo le dimissioni del governatore Crocetta ed annunciando una marcia di protesta su Roma, qualora queste non avvengano: “Dopo le gravissime dichiarazioni del Ministro della Sanità, Lorenzin, che accusa la Sanità siciliana di non applicare i protocolli previsti per le urgenze, il Codacons, che nei giorni scorsi aveva chiesto le dimissioni dei vertici delle Aziende Ospedaliere e dell’assessore Borsellino, adesso rilancia invocando le immediate dimissioni del Governo regionale Crocetta“.

Anche l’assessore regionale alla sanità, Lucia Borsellino, per cui è stato chiesto il sollevamento dall’incarico da parte del Movimento 5 stelle, ha parlato alla giunta dell’Ars.

La Borsellino conferma di aver “avviato il procedimento di sospensione dell’accreditamento per la clinica Gibiino, per tutelare la stessa clinica. Innanzitutto per il rapporto tra numero dei pediatri, solo due, e numero di parti ogni anno, oltre a una serie di altre incongruenze”.

Inoltre, durante tutto il suo discorso, ha voluto sottolineare quanto dure e forvianti siano state le parole spese contro il sistema sanitario siciliano, fin troppo screditato in questi giorni: “Alcune dichiarazioni – dice la Borsellino – anche di organi istituzionali rischiano di danneggiare l’immagine della Sanità siciliana. Sarebbe stato più utile un dibattito politico più sereno. A volte interessi particolari si scontrano con l’interesse comune. Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie, ma perché è giusto“.

Parole che probabilmente vogliono dare coraggio ad un intera regione, che, comunque, pretende un netto miglioramento delle condizioni sanitarie. Una regione, ma soprattutto una famiglia, quella dei Di Pietro, che esige giustizia.

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  • luciaborsellino

Giuseppe Correnti



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