Lavoro

Disoccupazione: Sicilia bloccata da “delirio di autosufficienza”

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28 set 2015 - 12:32

PALERMO - Cresce la preoccupazione della Cisl per i dati allarmanti sulla disoccupazione riportati dal Ministero dell’Economia e Confindustria.

La Sicilia rimane bloccata da un “delirio di autosufficienza” secondo quanto affermato dalla segretaria Cisl di Palermo-Trapani, Daniela De Luca, che così si è espressa: “Siamo dispiaciuti e disperati perché non è possibile che le misure pensate a livello europeo in Sicilia non abbiano avuto efficacia. Qui la politica non ha avuto la minima capacità di incisività perché purtroppo c’è un delirio di autosufficienza. Le misure come Garanzia Giovani, che altrove hanno portato un po’ di respiro, qui purtroppo risultano del tutto vanificate”.

Apprensione anche per la “fuga di cervelli” e per i così detti neet, acronimo inglese di Not (engaged) in Education, Employment or Training, cioè i giovani che hanno smesso di studiare e non cercano lavoro, fenomeno che sembra interessare soprattutto le donne.

A Trapani si toccano percentuali del 73,1%, a Palermo del 78,1% e questo dato, continua la De Luca, “non fa altro che accrescere i livelli di povertà e rendere più difficile la possibilità per un giovane di farsi una famiglia. Data la riforma delle pensioni, i giovani che oggi non versano contributi domani saranno anziani poveri“.

La disoccupazione nel Mezzogiorno, purtroppo, non è una novità per nessuno, ma, secondo Maurizio Bernava, componente della segreteria nazionale della Cisl, “Le riforme finora hanno portato pochi risultati e da sole non bastano, servono più investimenti. Il Jobs Act ha prodotto più stabilizzazioni nel privato perché ci sono gli incentivi fiscali ed è un fatto positivo per le aziende, ma manca ancora molto. Servono interventi straordinari. Non possiamo fallire con la nuova programmazione europea, come già è successo negli ultimi sette anni“.

Per il Mezzogiorno - continua Bernavaservono tre elementi essenziali: una governance unica tra Unione Europea, governo nazionale e governi regionali; una programmazione interregionale senza frammentazione degli interventi su infrastrutture, ricerca, tecnologia e credito d’imposta, con particolare attenzione su aree come Termini Imerese, Gela e Carini; e una grande commessa nazionale per avviare la riqualificazione urbana per fare diventare il territorio la principale risorsa contro il dissesto idrogeologico”.

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Daniela Torrisi



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