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Disarticolato il “Gruppo della stazione”: estorsioni e sequestri di persona, 8 arresti. IL VIDEO

Operazione Capolinea
20 nov 2015 - 06:46

CATANIA - Duro colpo inferto al “Gruppo della stazione”. Dall’alba di oggi la guardia di Finanza sta eseguendo 8 arresti, nei confronti di presunti appartenenti al clan Santapaola-Ercolano. 

Nel corso dell’operazione “Capolinea”, proseguimento delle indagini “Libertà” e “Reset”, è stato arrestato il reggente del clan, Benedetto Zucchero, 49 anni, nonché fratello del boss indiscusso del gruppo, Giuseppe “Pippo” Zucchero.

Insieme a lui, è finito in manette Francesco Pietro Fassari, 33 anni. A suo carico c’è l’accusa di associazione a delinquere  finalizzata a reati contro persona e patrimonio e traffico di sostanze stupefacenti. E anche Francesco Condorelli, 43 anni: per lui, a queste imputazioni si aggiungono anche quelle per rapina e sequestro di persona.

Estorsione, sequestro di persona e rapina, invece, sono stati contestati a Massimiliano Longhitano e Salvatore Maugeri, 39 anni, Angelo Claudio Parisi, di 46, e Andrea Antonio D’Arrigo, 42 anni.

La misura cautelare, infine, ha raggiunto anche il cugino di “Pippo”, Cristofaro Romano, noto come “Cristian” e già fermato nel 2013 in seguito all’operazione “Reset”.

Arrestati operazione Capolinea

Al’interno del’organizzazione criminale, sono risultate evidenti alcune caratteristiche: le rapine avevano per oggetto camion e furgoni. Una volta affiancato, il conducente veniva costretto a scendere sotto minaccia. Quindi, dopo averlo incappucciato, il mezzo veniva svaligiato. Le estorsioni, invece, venivano effettuate verso attività commerciali nel settore della ristorazione. Nei messaggi recapitati ai gestori veniva celato un riferimento alla famiglia “Santapaola”.

Il fine ultimo, era quello di ottenere denaro e oggetti da mettere nella “cassa comune” e utile per aiutare le famiglie dei detenuti. 

Per la buona riuscita delle indagini è stata fondamentale la collaborazione di un pentito, oltre alle denunce degli autotrasportatori e il riconoscimento dei malviventi da parte dei commercianti.

Andrea Lo Giudice



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