Paura

Detenuto dà fuoco alla cella nel carcere minorile di Acireale: tre agenti feriti

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13 giu 2017 - 17:54

ACIREALE - L’Istituto Penale per i Minorenni di Acireale (Catania) ancora una volta protagonista di un grave episodio che ha visto coinvolti tre agenti.

Ieri pomeriggio, un detenuto proveniente dall’Istituto Penale per i Minorenni di Palermo ha dato fuoco alla propria stanza, provocando danni di notevole entità all’amministrazione ma anche, e soprattutto, a tre poliziotti penitenziari in servizio, prontamente intervenuti per spegnere le fiamme.

A tutti e tre gli agenti, condotti al pronto soccorso dell’ospedale di Acireale, è stata data una prognosi di tre giorni.

La UILPA Polizia Penitenziaria, attraverso il segretario nazionale, Armando Algozzino, rilancia la necessità di “avviare una riflessione profonda sull’esiguità degli organici negli Istituti Minorili, una condizione che mette a repentaglio sia la vita del personale che quella dei detenuti”.

Armando Algozzino

Un‘istanza che il sindacato aveva già espresso nel recente passato, in occasione di due drammatici episodi avvenuti sempre nella struttura di Acireale: nel giugno dello scorso anno, due agenti erano stati aggrediti da alcuni minori di nazionalità italiana nel tentativo di sottrarre alla loro furia un detenuto di colore; nell’ottobre del 2016, inoltre, un poliziotto penitenziario aveva salvato un recluso che aveva tentato il suicidio.

“Anche questa volta – evidenzia il segretario – la tragedia è stata evitata grazie all’intervento salvifico della polizia penitenziaria: oltre ai tre agenti che hanno spento le fiamme, va segnalata la professionalità del personale che ieri non era in servizio e che, a seguito dell’accaduto, è prontamente rientrato in sede, lavorando per le successive 21 ore, consecutivamente e senza riposo”.

“Il potenziamento dell’organico – prosegue – e una maggiore razionalizzazione degli organici a disposizione negli istituti e nei servizi del Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità, sarebbe indispensabile alla luce della carenza di personale che attualmente si rileva nelle strutture penitenziarie di tutta Italia ed è ormai una necessità non più rinviabile, se si vuole tutelare la vita degli agenti e degli stessi detenuti”.

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Redazione NewSicilia



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