Sbarchi

Dda Palermo: “Gruppi armati libici dietro i viaggi della speranza”

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25 mar 2015 - 18:33

PALERMO - Era qualcosa di più di una teoria ma, ora che l’inchiesta è stata portata avanti dalla Dda di Palermo (Direzione Distrettuale Antimafia), il sospetto inizia ad accrescersi.

Ci sarebbero, infatti, dei gruppi armati libici dietro i “viaggi della speranza” compiuti dai barconi dall’Africa alle coste siciliane. Lo scopo, secondo le indagini della Dda, sarebbe quello di autofinanziarsi attraverso gli illeciti proventi ottenuti, spesso, con la forza.

Per questo motivo il gup di Palermo ha emesso tre mandati di cattura internazionale per l’etiope Ermias Germay, il sudanese John Mharay e l’eritreo Shamshedin Abkadt, accusandoli di associazione a delinquere finalizzata alla tratta di essere umani.

Le prove sono arrivate in seguito ad alcune intercettazioni telefoniche effettuate dagli investigatori in cui, un personaggio facente parte di un gruppo combattente, avrebbe detto di aver guadagnato un milione di dollari, proprio con gli sbarchi.

Un’ulteriore conferma era arrivata anche nello scorso febbraio quando, a largo delle coste libiche, una motovedetta della guardia costiera, impegnata nelle operazioni di soccorso di un gruppo di migranti, fu assaltata, con successo, da uomini armati.

Il gruppo armato, infatti, riuscì a riprendere il controllo del barcone usato per la traversata del Canale di Sicilia, perché la capitaneria di porto decise di non rispondere al fuoco, temendo per l’incolumità degli extracomunitari che stavano per essere trasferiti a bordo della motovedetta italiana.

Ciò che inquieta, oltre all’evidente traffico di vite umane, è che le indagini della Dda palermitana avrebbero anche messo in risalto gli stretti collegamenti, soprattutto attraverso i social, tra migranti di religione islamica, residenti attualmente in Sicilia, e personaggi vicino all’Isis, confermando, quindi, l’infiltrazione della falange terrorista islamica all’interno dell’isola.

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Giuseppe Correnti



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