Processo

I “treni del gol” minuto per minuto. Palazzi chiede retrocessione in Lega Pro e 5 punti di penalizzazione

Stadio Massimino per Catania vs Spal
11 ago 2015 - 17:09

ROMA - Sono le 16.06. Si è appena chiuso il dibattimento.

Sul banco degli imputati ci sono Nino Pulvirenti, Pablo Cosentino, Piero Di Luzio (dirigente), Fernando Arbotti (agente) per illecito e Gianluca Impellizzeri per omessa denuncia e violazione del divieto di scommesse. Anche il Catania Calcio è coinvolto per responsabilità diretta.

Poco prima della 10.30 si apprende già la prima notizia negativa per l’ex presidente e per l’ex amministratore delegato del Catania: ad entrambi infatti è stato comminato il DASPO (l’interdizione da tutti gli impianti sportivi) per i prossimi 5 anni, in quanto – secondo il questore di Catania, Marcello Cardona - la presenza dei due imputati metterebbe a repentaglio l’ordine e la sicurezza pubblica.

L’udienza ha inizio, notevolmente in ritardo rispetto al previsto.

Il procuratore Palazzi, dopo una dettagliata ricostruzione della vicenda che ha visto coinvolta la società etnea, formula richiesta formale: retrocessione il Lega Pro e 5 punti di penalizzazione per il Catania Calcio.

Nel pomeriggio la parola passa ai legali delle parti in causa: Mattia Grassani, avvocato della Virtus Entella, Fabio Lattanzi, legale di Nino Pulvirenti, Eduardo Chiacchio, legale del Catania Calcio e al legale di Pablo Cosentino.

Grassani lancia la pietra, Chiacchio risponde a tono. Il legale della Virtus Entella, infatti, avrebbe detto che la società che rappresenta è vittima del peggiore scandalo della storia del calcio. Immediata la risposta del legale del Catania Calcio che sottolinea la collaborazione dell’ex presidente Pulvirenti nell’ambito dell’inchiesta “I treni del gol”.

A chiudere il dibattimento sono le parole del legale di Pablo Cosentino, il quale avrebbe dichiarato che il suo assistito non fu informato subito di ciò che stava accadendo, ma solo dopo Latina-Catania, e che dopo la partita con la Ternana, Cosentino e Pulvirenti, si sarebbero trovati d’accordo nel voler persuadere Delli Carri a non completare la combine.

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Marco Bua



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